Scatola a 5 lati

Don Chisciotte nelle Marche.


Torna nelle Marche uno degli spettacoli più amati e di successo della scorsa stagione, Don Chisciotte nell’adattamento di Francesco Niccolini, liberamente ispirato al romanzo di Miguel de Cervantes Saavedra, con Alessio Boni, artista amatissimo dal grande pubblico nel ruolo del titolo, e Serra Yilmaz, musa cinematografica di Ozpetek eccezionale nel ruolo di Sancho Panza affiancati da Marcello Prayer che firma insieme a Alessio Boni e Roberto Aldorasi la regia.

Le occasioni per scoprire tutta la magia di questo allestimento prodotto da Nuovo Teatro con Fondazione Teatro della Toscana sono – nei cartelloni promossi da AMAT con i rispettivi Comuni3 e 4 dicembre 2019 al Teatro dell’Aquila di Fermo, il 5 dicembre 2019 al Teatro Gentile di Fabrianodal 20 al 22 dicembre 2019 al Teatro della Fortuna di Fano nell’ambito di FANOTEATRO stagione della Fondazione Teatro della Fortuna.

 

Il dissolvimento dell’antico mondo e la contraddittorietà del presente come materia di trasformazione parodistico-fantastica attraversano lo spettacolo. “Chi è pazzo? Chi è normale? Forse chi vive nella sua lucida follia – scrive Alessio Boni nelle note allo spettacolo – riesce ancora a compiere atti eroici. Di più: forse ci vuole una qualche forma di follia, ancor più che il coraggio, per compiere atti eroici. La lucida follia è quella che ti permette di sospendere, per un eterno istante, il senso del limite: quel “so che dobbiamo morire” che spoglia di senso il quotidiano umano, ma che solo ci rende umani. L’animale non sa che dovrà morire: in ogni istante è o vita o morte. L’uomo lo sa ed è, in ogni istante, vita e morte insieme. Emblematico in questo è Amleto, coevo di Don Chisciotte, che si chiede: chi vorrebbe faticare, soffrire, lavorare indegnamente, assistere all’insolenza dei potenti, alle premiazioni degli indegni sui meritevoli, se tanto la fine è morire? Don Chisciotte va oltre: trascende questa consapevolezza e combatte per un ideale etico, eroico. Un ideale che arricchisce di valore ogni gesto quotidiano. E che, involontariamente, l’ha reso immortale. È forse folle tutto ciò? È meglio vivere a testa bassa, inseriti in un contesto che ci precede e ci forma, in una rete di regole pre-determinate che, a loro volta, ci determinano? Gli uomini che, nel corso dei secoli, hanno osato svincolarsi da questa rete – avvalendosi del sogno, della fantasia, dell’immaginazione – sono stati spesso considerati “pazzi”. Salvo poi venir riabilitati dalla Storia stessa. Dopotutto, sono proprio coloro che sono folli abbastanza da credere nella loro visione del mondo, da andare controcorrente, da ribaltare il tavolo, che meritano di essere ricordati in eterno: tra gli altri, Galileo, Leonardo, Mozart, Che Guevara, Mandela, Madre Teresa, Steve Jobs e, perché no, Don Chisciotte”.

La drammaturgia dello spettacolo è di Alessio Boni, Roberto AldorasiMarcello Prayer e Francesco Niccolini. Con Alessio Boni e Serra Yilmaz in scena ci sono Marcello PrayerFrancesco MeoniPietro Faiella, Liliana Massari ed Elena Nico e il ronzinante Nicoló Diana. Le scene sono di Massimo Troncanetti, i costumi di Francesco Esposito, le luci di Davide Scognamiglio e le musiche di Francesco Forni.

C.C.

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