Parterre e asfalto

Esodo Pentateuco #2. P.S.Giorgio.


La compagnia La Confraternita del Chianti con «Esodo Pentateuco #2»  di Diego Runko – che ne è protagonista -, Chiara Boscaro, che firma la drammaturgia e Marco Di Stefano la regia, sarà al Teatro Comunale di Porto San Giorgio 31 marzo 2018 per la rassegna Sotto_Passaggi 2018 realizzato da Proscenio Teatro in collaborazione con  Comune e AMAT con il sostegno di MiBACT e Regione Marche.

Lo spettacolo, vincitore del Premio Museo Cervi – Teatro per la Memoria 2016, del Concorso Nazionale di Drammaturgia Civile “Giuseppe Bertolucci” e selezionato nell’edizione 2017 di In-Box è prodotto dalla Confraternita del Chianti con Associazione K., Dramma Italiano di Fiume – Teatro Nazionale Croato Ivan De Zajc (Rijeka/Fiume-Croazia) in collaborazione con Teatro Verdi/Teatro del Buratto e il sostegno di Regione Lombardia – NeXT 2015.

Le musiche sono di Lorenzo Brufatto, eseguite e registrate dall’ensemble da camera Il canto sospeso.

Pentateuco” è un progetto con 5 monologhi, 5 attori, 5 partner internazionali (più 1 italiano) e 5 storie di migrazione che prendono spunto dai primi 5 libri della Bibbia.

“Esodo pentateuco #2” è il secondo capitolo, e il suo protagonista è Rudi, istriano di Pola, come il bambino di dieci anni cui decide di raccontare la sua storia. Una storia fatta di bombe, di zanzare, di barche e di Alida Valli. Ma Rudi non è il solo personaggio: Diego Runko recita in quattro lingue per dar vita al giornalista croato alle prime armi, al soldato inglese tifoso del Liverpool, al prete partigiano, al ragazzo di Pola che pesca con le bombe. A fare da cornice, due date simbolo: il 25 giugno 1991, giorno dell’Indipendenza della Croazia, e il 18 agosto 1946, giorno in cui una bomba sulla spiaggia di Vergarolla segna simbolicamente l’inizio dell’Esodo.

Diego Runko è istriano L’Istria è sempre stata una terra di confine. Impossibile tracciare una separazione netta tra italiani, croati e sloveni che vi abitano e gli istriani sono stati abituati ad accogliere più che a respingere. Viaggiando a terra dall’Italia alla Croazia, oltre il confine c’è un cartello che dice “Istria – terra di brava gente”. Di questa gente, e anche per questa gente, si parla qui.

C.C.

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