danza

Bermudas danza. Civitanova Marche.


Il 24 novembre 2017 prosegue al Teatro Annibal Caro di Civitanova Marche con Bermudas di Michele Di Stefano la XXI edizione della rassegna Civitanova Danza tutto l’anno, un cartellone promosso dal Comune di Civitanova Marche, dall’Azienda Teatri di Civitanova e dall’AMAT, realizzato con il contributo di Regione Marche e Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Il coreografo Michele Di Stefano –Leone d’Argento per la danza nel 2014 al Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia – torna a Civitanova Marche con la sua compagnia MK, gruppo ospitato nei più importanti festival di danza della nuova scena italiana e internazionale, con l’ultimo lavoro Bermudas proposto nell’ambito del progetto Residenze Marche Spettacolo promosso dal MiBACT, dallaRegione Marche, dal Consorzio Marche Spettacolo e dall’AMAT.

Bermudas è un lavoro coreografico pensato per un numero variabile di interpreti (da tre a tredici), intercambiabili tra loro. È dunque un sistema di movimento basato su regole semplici e rigorose che producono un moto perpetuo, adottabile da ogni performer come una condizione per esistere accanto agli altri e costruire un mondo ritmicamente condiviso. Il lavoro firmato è ispirato dalle teorie del caos, dalla generazione di insiemi complessi a partire da condizioni semplici, dai sistemi evolutivi della fisica e della meteorologia. Il risultato tende alla costruzione di un luogo carico di tensione relazionale, un campo energetico molto intenso (a cui il nome Bermudas ironicamente fa riferimento) attraversato da una spinta alla comunicazione immediata, necessaria per generare uno spazio sempre accessibile a qualunque nuovo ingresso. Lo spettacolo è costruito per essere un sistema inclusivo e permeabile; ogni apertura al pubblico è dunque una finestra aperta su uno dei possibili cast ma anche sull’unico obiettivo del lavoro: la costruzione di una danza che permetta continuamente alla danza di qualcun altro di trovare spazio. L’impianto coreografico dipende in maniera cruciale dalle caratteristiche singolari dei performer: immettere punti di vista differenti sull’uso dello spazio, la prossemica tra i corpi o il modo in cui viene percepita l’attività di danza in un rituale collettivo, trasforma immediatamente la coreografia in un progetto di incontro e mediazione tra individui che possono essere i più disparati e i più lontani tra loro per attitudine, organizzazione gestuale e intensità espressiva. E per gestione del malinteso.

Gli interpreti dello spettacolo sono Andrea DionisiSebastiano GeronimoFlora Katalin OrdiraiAnnalisa RainoldiLoredana Tarnovschi,Francesca Ugolini, la musica è di Kaytlin Aurelia SmithJuan Atkins/Moritz Von OswaldUnderworld.

Cristina Capodaglio

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