Parterre e asfalto

Corpus Pasolini. Il corpo di un poeta civile. Giorgio Felicetti.


Il 9 novembre 2017 il Teatro Lauro Rossi di Macerata ospita come appuntamento fuori abbonamento della stagione di prosa realizzata dal Comune di Macerata con l’AMATCorpus Pasolini. Il corpo di un poeta civile di e con Giorgio Felicetti.

Uno spettacolo sull’intera opera di Pier Paolo Pasolini – afferma Giorgio Felicetti – vuol dire usare bisturi tagliente, sul corpo. Il corpo del poeta martirizzato, del Cristo crocifisso, della madre, dei ragazzi, del Paese, del Palazzo. Per molti è uno die più grandi intellettuali che l’Italia abbia avuto: artista totale, curioso, eclettico, genio nel cinema, nella poesia, nella narrativa, nella saggistica, nella critica, dalla impressionante lucidità, al limite della veggenza, che della diversità e dell’emarginazione ha fatto la sua poetica. Per altri un trauma da evitare. La morte violenta di Pasolini è trauma presente, è ferita inferta a una società intera. Corpus Pasolini prende il via dall’ultima notte di vita dello scrittore. In un percorso a ritroso, si dipana il racconto della vita del poeta, delle sue visioni, dei suoi pensieri, come in una confessione, o un’impossibile e provocatoria intervista che attraversa le sue opere e i suoi scritti, dalle Poesie in forma di rosa ai romanzi come Una vita violenta, fino al grande cinema da Accattone a Salò. Ma è negli Scritti Corsari e nelle Lettere Luterane che viene fuori tutta la forza, la preveggenza e l’attualità di Pasolini, spietato analizzatore del cambiamento antropologico e del genocidio culturale che si andavano tragicamente prefigurando nella società italiana. E c’è intatta tutta la sua disperata vitalità. Il suo amore per la vita: “bisogna resistere nello scandalo e nella rabbia, più che mai, ingenui come bestie al macello”. E c’è il suo testamento, toccante, immenso apocalittico scenario dell’Italia che siamo noi: l’intervista rilasciata a Furio Colombo, con le ultime profetiche, rabbiose e disperate parole di Pasolini, poche ore prima di venire ammazzato. Manca certo oggi una voce come la sua, così intimamente nostra. Una voce sola, che dall’umile Italia, ha fatto il suo canto disperato. Corpus Pasolini mette assieme gli ultimi atti di questa voce, una voce viva più che mai e tende una corda, anzi un cordone ombelicale tra gli spettatori di oggi e un uomo come Pier Paolo Pasolini che del cambiamento della società italiana e della “meglio gioventù” è sttao il più appassionato e lucido analista. Le musiche più care al poeta sono eseguite dal vivo: Bach, Mozart, Vivaldi, la musica dei film di Pasolini, con effetti sonori, come un sogno dentro un sogno, fatto di immagini, narrazioni, preziose parole e videoproiezioni poetiche”.

Completano il cast dello spettacoloprodotto da EstEuropaOvestFederico Bracalente (violoncello), Roberto Butani(apparizioni) e Giorgia Basili (video).

Cristina Capodaglio

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