Parterre e asfalto

Lacci. Silvio Orlando a Osimo.


Silvio Orlando, protagonista di «Lacci», nuovo testo di Domenico Starnone messo in scena con la regia di Armando Pugliese, apre il 24 ottobre 2017 il cartellone del teatro La Nuova Fenice promosso da Comune, A.S.S.O. e AMAT con il contributo di MiBACT e Regione Marche.

Dopo il successo de «La scuola», portato in scena a un trentennio dall’esordio e tuttora in tournée, Orlando ritorna alla scrittura dell’autore napoletano e, dopo il microcosmo dell’educazione, penetra ora in un’altra nostra fragilità qual è il “sistema” della famiglia, dove ogni giorno cova la minaccia di crollo.

«Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie»: si apre con queste parole, definitive, la lettera che Vanda scrive al marito, che se n’è andato di casa lasciandola rabbiosamente impotente. Si sono sposati giovani all’inizio degli anni Sessanta per desiderio di indipendenza, ma poi il mondo intorno a loro è cambiato e ora ritrovarsi con una famiglia sulle spalle è diventato un segno di arretratezza, non più di autonomia. Perciò adesso lui se ne sta a Roma, innamorato della grazia lieve di una sconosciuta con cui i giorni sono sempre gioiosi; lei a Napoli con i figli a misurare l’estensione del silenzio e il crescere dell’estraneità.

«Lacci» ripercorre attese, sconfitte e ripensamenti ad un amore e alle sue conseguenze. Quello che dovrebbe tenere è in pezzi, la caduta porta via a grosse fette il sogno e, come nella tragedia antica – qui mascherata da commedia – si intravedono i semi scuri di guerre. Che cosa siamo disposti a sacrificare per non sentirci in trappola? E cosa perdiamo, quando scegliamo di tornare sui nostri passi? Se niente è più radicale dell’abbandono, niente è più tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre.

«Lacci» – in debutto in questi giorni ad Ascoli Piceno al termine di una residenza di riallestimento – vede in scena con Silvio Orlando gli attori Pier Giorgio Bellocchio, Matteo Lucchini, Roberto Nobile, Maria Laura Rondanini e Vanessa Scalera. La regia è di Armando Pugliese. Le scene sono di Roberto Crea, i costumi di Silvia Polidori, le musiche di Stefano Mainetti, le luci Gaetano La Mela. Lo spettacolo è prodotto da Cardellino srl.

Cristina Capodaglio

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