Scatola a 5 lati

CORPUS PASOLINI. Giorgio Felicetti a Fermo.


Il 18 febbraio 2016 proseguono al Teatro dell’Aquila di Fermo gli appuntamenti di Classico contemporaneo, rassegna promossa dal Comune di Fermo e dall’AMAT in collaborazione con la Regione Marche e il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Giorgio Felicetti presenta Corpus Pasolini, un racconto per voce, proiezioni e violoncello che cerca di mettere assieme i racconti di un poeta civile come Pasolini, che del cambiamento della società italiana e della “meglio gioventù” è stato il più lucido e spietato analista.

Con Classico Contemporaneo torna anche Scuola di platea, seguitissimo progetto di introduzione al teatro per gli studenti degli istituti superiori di Fermo promosso dall’AMAT e dal Comune di Fermo. La partecipazione allo spettacolo è solo il momento centrale di un programma che prevede incontri propedeutici e confronti con la compagnia. I seminari preliminari vogliono tracciare alcune linee di lettura dell’opera teatrale attraverso l’ausilio di materiali critici. Le scuole che partecipano al progetto sono il Liceo Classico “Annibal Caro”, il Liceo Scientifico “T. C. Onesti”, l’Istituto d’Arte “Preziotti”, l’Istituto Tecnico Industriale “G. M. Montani”, l’Istituto Tecnico per Geometri “Carducci Galilei”. Gli studenti incontreranno la compagnia venerdì 19 febbraio alle ore 12 presso il Centro Congressi San Martino.

“Corpus Pasolini – afferma Felicetti – è dedicato a uno dei più grandi poeti che l’Italia abbia avuto. Intellettuale scomodo dall’impressionante lucidità al limite della chiaroveggenza, artista che della diversità e della emarginazione ha fatto la sua poetica. Curioso ed eclettico, maestro di tanti, genio nel cinema, nella poesia, nella narrativa, nella saggistica. È una ricerca sull’intera opera di Pasolini: dal cinema alla poesia, dagli scritti corsari alla saggistica, dalla musica alla pittura e alle arti visive. La morte violenta di Pasolini è trauma presente, è ferita inferta a una società intera. Lo spettacolo prende il via dall’ultima notte “di vita” dello scrittore. In un percorso a ritroso, si dipana il racconto della vita del poeta, come in una confessione, o una impossibile e provocatoria intervista attraverso le sue opere e i suoi scritti, dalle poesie “in forma di rosa” ai romanzi come Una vita violenta, fino al grande cinema Mamma Roma, Teorema, il Vangelo secondo Matteo. Ma soprattutto è lo spietato analizzatore della società italiana, del cambiamento antropologico e del genocidio culturale che si andava tragicamente prefigurando, negli Scritti Corsari e nelle Lettere Luterane che viene fuori tutta la forza, la preveggenza e l’attualità di Pasolini.E c’è intatta tutta la sua disperata vitalità. Il suo amore per la vita: “non solo bisogna impegnarsi nello scrivere, ma nel vivere: bisogna resistere nello scandalo e nella rabbia, più che mai, ingenui come bestie al macello”. E c’è il suo testamento, toccante, immenso apocalittico scenario dell’Italia che siamo noi: l’intervista rilasciata a Furio Colombo, con le ultime profetiche, rabbiose e disperate parole di Pier Paolo Pasolini, poche ore prima di venire ammazzato. Manca certo oggi, una voce come la sua, così intimamente nostra. Una voce sola, che della diversità, e dell’umile Italia, ha fatto il suo canto disperato”.

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