Parole di Marca

Elio Germano e Teho Teardo ad Ascoli Piceno e Fano.


L’11 febbraio al Teatro della Fortuna di Fano e il 12 febbraio 2016 all’Auditorium Montevecchi di Ascoli Piceno Elio Germano e Teho Teardo presentano Viaggio al termine della notte di Louis-Ferdinand Cèline in una versione completamente rinnovata nelle musiche e nei testi. Reduce dal successo de Il giovane favoloso, il talentuoso Elio Germano sveste i panni di Giacomo Leopardi per tornare a teatro e accompagnarci in un altro strepitoso viaggio tratto dall’opera più nota di Louis-Ferdinand Céline – copyright Editions Gallimard – Paris.

Sul palco con lui Teho Teardo, straordinario musicista e compositore, noto agli appassionati del mondo cinematografico per aver composto le colonne sonore per importanti registi come Gabriele Salvatores, Paolo Sorrentino, Daniele Vicari, premiato col David di Donatello per il film Il Divo e col Nastro d’Argento per Lavorare con lentezza e L’amico di famiglia.

A Fano lo spettacolo inaugura la dodicesima edizione di TeatrOltre, un palcoscenico per le più importanti esperienze del teatro di ricerca italiano promosso su iniziativa dei Comuni di Fano, Pesaro, Urbino, San Costanzo e Urbania con AMAT e il contributo di Regione Marche e Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Al Ventido Elio Germano e Teho Teardo arrivano nel contesto di Ascoli Musiche, nuova ricca, articolata e varia stagione musicale nata su iniziativa del Comune di Ascoli Piceno con AMAT, Società Filarmonica Ascolana, Associazione Coro Ventidio Basso e AscoliPicenofestival.

La straordinaria sensibilità interpretativa di Elio Germano si inserisce nelle atmosfere cinematiche e musicali di Teho Teardo: la partitura inedita liberamente tratta dal Viaggio al termine della notte restituisce la disperazione grottesca dell’autore francese attraverso nuove dinamiche espressive nella combinazione di archi, chitarra e live electronics. Ad arricchire la loro performance anche la violoncellista Martina Bertoni.

Una fusione di sonorità cameristiche che guardano a un futuro tecnologico; un succedersi di eventi sonori e verbali dove la voce esce dalla sua dimensione tradizionale fino a divenire suono. In quel suono Teardo crea un ambiente nel quale la voce di Germano può suggerirci nuove prospettive sulle disavventure di Bardamu e gli orrori della guerra, a contatto con una miseria morale, prima ancora che umana, in un clima in cui il pessimismo inconsolabile sulla natura umana, sulle istituzioni, sulla società e sulla vita in generale, non concedono alcuna speranza.

Cristina Capodaglio

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