BettyBecco

Alternativa all’essere vegetariani.


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Spesso gli animali da macello vengono allevati in modo intensivo, in spazi modesti e con mangimi ipercalorici. A risentirne non è solo la qualità del prodotto ma anche il possibile mercato che questi potrebbe avere: è risaputo che molte persone, per protesta o senso etico scelgano di limitare o addirittura escludere completamente carne e uova dalla loro dieta. Inoltre gli allevatori stessi hanno difficoltà a tenere testa ad un mercato sempre più competitivo e che premia “il ribasso” (sia di prezzi sia della qualità) della grande distribuzione.

La mia proposta è l’istituzione di un marchio di garanzia, del tipo “Allevamento rispettoso”, che garantisca al consumatore che gli animali siano stati allevati in modo quanto più possibile naturale (mucche al pascolo, galline all’aria aperta, ecc). Ciò avrebbe diversi aspetti positivi:

1. Ampliare il mercato a tutti coloro che, amanti degli animali e animati da senso etico, mal sopportano di acquistare prodotti derivanti dall’allevamento intensivo.

2. Svincolare gli allevatori dalle pericolose dinamiche che oggigiorno dominano il mercato: produrre di più, vendere a meno, non importa come.

3. Una maggiore qualità dei prodotti.

4. Maggiore rispetto per gli animali che, per quanto destinati al macello, hanno il diritto di vivere una vita da “animale” e non di tortura.

firma su change.com

Cristina Capodaglio

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4 thoughts on “Alternativa all’essere vegetariani.

  1. La richiesta è quantomeno fuorviante. Infatti tutti gli allevi in Bio sono così, inoltre la normativa italiana (quindi la carne proveniente da allevameti Italiani) si basa sul benessere degli animali, proibendo l’allevamento a catena, e garantendo un habitat decoroso per la loro vita.
    Parlo di bovini ma anche di suini e galline. Per questi due ultimi allevamenti va specificato che la normativa prevede deroghe fino al 2017, anno in cui gli allevamenti dovranno essersi comunque adeguati.

    Vorrei inoltre aggiungere che sarebbe necessario ancora di più promuovere i prodotti italiani. Infatti il consumatore non punta sempre al risparmio, ma alla serbevolezza e alla “morbidità” della carne, ovvero a qualità di carne tipiche di razze non sempre autoctone (o poco diffuse), che favorisce il mercato della carne argentina, olandese e ultimamente francese, non rendendosi conto che la carne da animali al pascolo ha un sapore più forte e spesso necessita di una frollatura maggiore (con risultati che si discostano comunque dal gusto del cittadino medio).

    Il poblema vero, almeno secondo me, non è solo, pertanto, legato alla ricerca di prodotti allevati secondo metodi a basso impatto ambientale (certificati o non, ma comunque sempre già identificabili), ma alla realtà che, purtroppo, consumiamo in proporzione molta più carne di quanto realmente necessitiamo. Un regime dietetico leggermente diverso sarebbe l’ideale, riducendo (a parere del tutto personale mio) il consumo di carne, puntando però a quella qualità che, giustamente, citi.

    La cosa importante è ricordarci sempre che viviamo nell’unico paese del mondo dove i controlli sono strettissimi e molto stringenti (e appena qualcuno sgarra, infatti, finisce in prima pagina). La nostra alimentazione e ciò che mangiamo è sempre qualitativamente superiore a quella di qualsiasi altro paese (e lo dico con estremo orgoglio).

    Per tutto il resto… buon appetito! 😉

    • Tutto vero quello che tu dici! But….. do you know how many people go often to the Shopping Centers? Tutti i centri commerciali (o quasi) offrono carne bovina allevata in Francia e poi macellata in Italia. I Francesi sono i più bravi ad allevare i bovini con mangimi e medicine tali da rendere le carni rosse e belle già appena macellate! Così la carne è rossissima e tenera e pronta per essere venduta in comode vaschette ad un buon prezzo! Ci vuole: tempo, passione e amore per sé stessi per poter acquistare in diversi negozi cibo eco-bio-a-km-zero!

      • Hai perfettamente ragione, infatti (anche per lavoro) sono tra quelli che insiste molto sul Made in Italy 😉 Un caro saluto.

        (il Km zero è solo uno slogan che nella realtà non esiste… ma entriamo in un altro discorso…. l’importante è che sia made in italy, dall’allevamento alla macellazione, già questo sarebbe un grosso passo avanti) 😉 😀

  2. Sinceramente mangio pochissimissima carne per scelta di salute e etica! By the way…. mi fido del piccolo macellaio con tanto di scheda riepilogativa dell’animale macellato e a KM-ZERO….

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