Parterre e asfalto

Dalla parte di Zeno. Teatro San Ferdinando di Napoli.


Debutto al Teatro San Ferdinando di Napoli il 20 gennaio scorso e in replica sino al 7 febbraio 2016 una nuova produzione del Teatro Stabile di Napoli Dalla coscienza di Zeno.

Il testo scritto da Valeria Parrella e diretto da Andrea Renzi è  interpretato da Alessandra Borgia, Carmine Borrino, Giorgia Coco, Antonello Cossia, Valentina Curatoli, Cristina Donadio, Giovanni Ludeno, Mascia Musy, Antonella Stefanucci, Tonino Taiuti. 
Mente‬, scoperte‬, cuore‬: la vita interiore di Zeno è quella di un affollato condominio, in cui in ogni appartamento e in ogni inquilino si incarna un pezzettino del suo IO; il pubblico entrerà in sala e nella sua testa, per scoprire il vivace e divertente mondo che vi si agita, seguendo le intricate vicende della sua esistenza e ridendo di tutto quello che ciascuno di noi ha dentro si sè.

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«L’idea di prendere un uomo e farlo abitare da un condominio è nata dall’edificio stesso che ospita il Teatro San Ferdinando: incastonato in un palazzo, con il suo foyer rotondo, con la sua sala avvolgente, sembra una scatola cranica. Abitata da storie e attori, registi, parole e tecnici, sì: ma anche da condòmini con i loro quotidiani affari. (…) Poiché è una commedia, i suoi protagonisti sono più caratteri che personaggi autonomi, fuorché Zeno, l’unico a cui viene dato nome e cognome, e parlano ciascuno in un modo differente. (…) Il risultato, senza motto o invio, è una confusione dei piani logici che solo il finale vuole stemperare. Lieto, come è d’obbligo per la commedia e per l’atteggiamento fiducioso che si tenta di avere verso l’esistenza». Valeria Parrella

«Ho proposto a Valeria una “mossa” di regia: trasformare la platea del San Ferdinando nel palazzo-testa e posizionare i condomini a ridosso degli spettatori in modo da far sentire il pubblico dentro la mente di Zeno. La struttura di quest’opera dal tono surreale presenta, vivaddio, delle singolari atipicità, dei tempi dispari, e la vanagloria condominiale che tutti ci sovrasta, la smania da ultima parola che ci agita, e che pervade le sinapsi di Zeno, è illuminata da una femminile grazia molto poco giudicante. Gli eventi, improbabili forse, ma possibili, trascineranno Zeno e il coro verso smottamenti interiori profondi ribaltando continuamente, con gusto farsesco, le coordinate spaziali, fino a scoprire nel finale una luce di inaspettata umanità». Andrea Renzi.

Cristina Capodaglio

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