Teatro e dintorni

RITTER, DENE, VOSS di Thomas Bernhard.


 3

Ritter, Dene, Voss  il dramma di Thomas Bernhard è in scena dal 19 al 31 gennaio 2016 alla sala Salmon al Teatro del Sole di Bologna con l’adattamento e regia di Pietro Babina, una produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, in prima assoluta.

A dieci anni di distanza si rinnova il sodalizio tra Emilia Romagna Teatro Fondazione e il regista Pietro Babina che, per questa occasione, ha scelto di mettere in scena uno dei testi più significativi della produzione drammaturgica di Thomas Bernhard. Tre fratelli e una sala da pranzo. Un pasto allestito dalla sorella maggiore, Dene, per accogliere il fratello filosofo Ludwig, riportato a casa dal manicomio di Steinhof contro il parere della sorella minore, Ritter. È il tentativo di ricostruire un nucleo familiare tra i tre fratelli, ma l’amore fraterno si è ormai pervertito da lungo tempo e tutto sfocia in un convulso scambio di feroci giudizi, rimproveri, sarcasmi e sentenze, concludendosi con il fallimento e il tradimento. Quello che in superficie appare come l’ennesimo
quadro familiar-borghese si rivela essere molto di più.

 “Il mio approccio a Bernhard non è segnato dal riuscire a darne una corretta interpretazione, non mi interessa affrontarlo in modo critico, analitico, cercando di restituirne tutte le allusioni filosofiche, i rimandi colti, i riferimenti a una cultura prettamente austriaca, sviscerare i perché dell’ossessiva scrittura bernhardiana né tantomeno i risvolti psicoanalitici e politici riscontrabili in essa. Tutto questo, ovviamente, va conosciuto e saputo, ma va anche dimenticato per lasciare spazio a una lettura meno culturale e più artistica, libera da tutto il parlare e l’interpretare che si è fatto attorno a questo autore.
Ciò che sempre mi interessa di un testo è l’individuazione di un nucleo e di una metafisica universale al suo interno. Bernhard ha appunto bisogno di essere emancipato da una lettura colta, da esperti. Questa attitudine, che ha costituito per lungo tempo una necessaria prassi atta a consacrare il genio bernhardiano e la sua letteratura, ad oggi invece ne costituisce a mio parere un limite, relegandolo nella storia, mentre questo autore è pronto a entrare nella classicità. Per questo è necessario che la sua opera divenga strumento teatrale delle infinite possibilità e necessità interpretative, divenga come tutti i grandi autori che lo hanno preceduto libero dalla filologia.
Ritter Dene Voss è per me un testo sul Terrore come struttura fondante della nostra esistenza. È questo il demone che lega i tre atti e i tre personaggi, un Terrore che assurge a sentimento metafisico, quel Terrore costitutivo della natura umana, che continuamente esercitiamo e che subiamo come rimando speculare delle nostre azioni, come eco ereditaria da cui è impossibile emanciparsi. Il Terrore dell’esistere e del cercare di comprendere questo stesso mistero attraverso gli altri usando le parole, che nel ripetersi si trasformano in sonorità criptiche, folli, confuse, anche ridicole ma irrinunciabili, suddivise in piccoli nuclei musicali ripetitivi in micro-polifonie che producono nel loro insieme lo sconcerto, il suono dell’esistere in sé.” Pietro Babina.
Cristina Capodaglio
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...