il gallo di MEZZANOTTE

Ferite a morte. Ricordatelo sempre!


Ferite a morte scritto e diretto da Serena Dandini e interpretato da Lella Costa, Orsetta de’ Rossi, Giorgia Cardaci e Rita Pelusio  sarà in scena stasera e domani 31 marzo 2015 al Teatro Verdi di Pordenone.

Oltre ad essere uno spettacolo Ferite a morte è un progetto nato con ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica, e soprattutto i giovani, sul tema della violenza di genere dando occasione di riflettere sull’origine, la natura e la devastazione che produce. Il  debutto è avvenuto a Palermo il 24 novembre 2012, alla vigilia della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, e successivamente ha fatto tappa a Bologna, Genova, Milano, Firenze, Roma, Torino… Tutti gli eventi teatrali sono stati occasione di sostegno alla rete D.i.Re, che accorpa tutti i centri antiviolenza in Italia, e alla Convenzione NO MORE! che chiede al Governo e alle istituzioni italiane di discutere urgentemente le proposte in materia di prevenzione, contrasto e protezione delle donne dalla violenza maschile.

Sempre sold out, con l’autunno 2013 “Ferite a morte” ha preso due strade: un tour internazionale che è approdato all’Onu a New York, nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, e ha fatto tappa anche a Washington, Bruxelles e Londra; contemporaneamente è partirà una tournée sul territorio nazionale che ha esordito in ottobre. Da gennaio 2013 Ferite a morte è anche un libro edito da Rizzoli, balzato in pochi giorni in cima alle classifiche dei lettori e oggi è anche un blog che raccoglie e diffonde notizie sul tema della violenza alle donne, al quale sono associati una pagina Facebook e un profilo Twitter.

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Nella stesura del testo, la Dandini con la collaborazione di Maura Misiti, ricercatrice del CNR, ha attinto dalla cronaca e dalle indagini giornalistiche per dare voce alle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, un compagno, un amante o un “ex”; come in una Spoon River del femminicidio ognuna racconta la sua storia, riprende vita. La scena teatrale è sobria: un grande schermo rimanda filmati e immagini evocative, la musica accompagna le attrici assieme agli oggetti che hanno caratterizzato quelle tragiche storie. Quattro donne si alternano nel dare voce a queste storie, in uno spettacolo drammatico ma giocato, a contrasto, su un linguaggio leggero e coi toni ironici e grotteschi propri della scrittura di Serena Dandini.

Cristina Capodaglio

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