Scatola a 5 lati

Morte di un commesso viaggiatore.


Con Elio De Capitani regista e interprete, il Teatro dell’Elfo prosegue il viaggio tra i “classici” del Novecento e incontra il personaggio di Willy Loman, definito dal suo autore Arthur Miller (1915-2005) «un commesso viaggiatore con i piedi sui gradini della metropolitana e la testa nelle stelle», raccontandone la tragica parabola esistenziale come l’odissea di un uomo comune nel quale può riconoscersi chiunque. Oggi come nell’America del dopoguerra.

Vecchio e stanco, il sessantenne Willy Loman non riesce più a tenere il passo con un lavoro stressante del “commesso viaggiatore” e con l’incombere di una crisi socio-economica, di cui non capisce le cause e non accetta le conseguenze. Nonostante l’amorosa assistenza della moglie Linda, egli sta perdendo l’ottimistica fiducia nel futuro, nella quale ha educato i suoi figli Happy e Biff, che ora non cessano di rimproverargli il naufragio dei suoi ideali e il grigiore del loro vivere quotidiano. Ormai incapace di stare nella realtà, Willy riesce sempre meno distinguere tra presente e passato, tra sogni e ricordi, tra quanto si agita nella sua testa e la vita vera. Il dramma del fallimento esistenziale è ormai alle porte e, circoscrivendo l’azione nell’arco di soli due giorni, Miller lo racconta con sapiente tecnica drammaturgica, mescolando quasi senza distinzione la realtà con i flash-backs, la memoria di quanto è già accaduto con la visione di un futuro anche solo sognato.

morte commesso 2

Rappresentato per la prima volta a Broadway nel febbraio 1949 con la regia di Elia Kazan e con Lee J. Cobb protagonista, Morte di un commesso viaggiatore (Death of a Salesman) è stato nel corso degli anni proposto con grande successo sui palcoscenici di tutto il mondo, senza che venisse mai meno la sua capacità di parlare a tutti e di essere sempre attuale. In Italia, il ruolo di Loman è stato interpretato da tanti primi attori, tra i quali si ricordano Paolo Stoppa (regia di Luchino Visconti), Tino Buazzelli, Enrico Maria Salerno, Umberto Orsini ed Eros Pagni (regia di Marco Sciaccaluga). 

«Basta leggere i giornali, guardare la gente che ci sta attorno per capire che i Willy Loman, “esodati” per la crisi economica del proprio ruolo non solo produttivo ma anche sociale e morale, sono ancora tra noi» (“L’Unità”).

«Accanto a temi molto attuali (il mutuo, le rate da pagare, la disperazione di chi si uccide perché non ha più i mezzi per sopravvivere), dallo spettacolo giunge anche e soprattutto tutto l’altro di cui parla: la vita, la difficoltà di accettarne gli sbandamenti, lo strazio dell’invecchiamento, uno scomodo bilancio delle colpe e degli errori, trovando in Elio De Capitani un Willy di tragico e umanissimo smarrimento e in tutti gli altri attori della compagnia una recitazione sempre convincente» (“La Repubblica”). 

Prodotto dal Teatro dell’Elfo, Morte di un commesso viaggiatore è interpretato da Elio De Capitani, Cristina Crippa, Angelo Di Genio, Marco Bonadei, Federico Vanni, Andrea Germani, Gabriele Calindri, Alice Redini, Vincenzo Zampa, Marta Pizzigallo. Regia di Elio De Capitani, scene e costumi di Carlo Sala, suono di Giuseppe Marzoli, luci di Michele Ceglia.

In scena al Teatro Corte di Genova dal 25 febbraio al 1° marzo 2015.

Cristina Capodaglio

 

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