Scatola a 5 lati

Il malato immaginario.


Protagonista di Il malato immaginario è l’ipocondriaco Argante, che, credendosi segnato nel fisico ed esposto a ogni malattia, vive continuamente tra medici e medicine, tanto che, per assicurarsi cure più assidue, vorrebbe che la figlia Angelica sposasse il figlio del suo dottore Tommaso Diaroicus, giovane sciocco e pedante. Ma Angelica ama riamata Cleante, sostenuta da Beraldo, fratello di Argante, e dalla serva Tonina che, travestita da medico, mette in guardia il “malato immaginario” dai ciarlatani che lo circondano. Beraldo e Tonina vogliono anche smascherare l’avidità di Bellina, seconda moglie di Argante, che esteriormente colma il marito di attenzioni, ma mira solo alla sua eredità. Convinto da Tonina a fingersi morto, Argante scopre infine l’interessato attaccamento della moglie e l’affetto sincero della figlia. Angelica può finalmente sposare Cleante e il malato immaginario decide, data la sua esperienza in materia, di diventare egli stesso medico.

Il-malato-immaginario-nella-foto-una-scena-dello-spettacolo

Annota il regista e drammaturgo Ugo Chiti: «Farsa-commedia, intrisa di realismo dove i personaggi si muovono sulla ritmica dell’intreccio comico occhieggiando alla “commedia dell’arte”, Il malato immaginario lascia intuire la natura più sinistra di figure inquiete; caratteri teatrali che sfiorano il tragico con un ghigno divertito di maschere comiche. Adattamento e regia cercano questa doppia, obliqua lettura necessaria in un testo “contaminato” da molteplici segni teatrali, dove convivono insieme pantomime metafisiche e amare riflessioni sulla natura dell’uomo. Il malato immaginario è testo che causa turbamento proprio per queste doppiezze contraddittorie, testo ambiguo che dietro l’inossidabile, perfetta macchina teatrale, sembra occultare il tema portante; commedia sì sulla “delusione medica” ma forse, ancora più presente è la disamina sull’uomo vinto dalle illusioni».

Il malato immaginario è il testamento teatrale di Molière (Jean-Baptiste Poquelin, 1622-1673) che morì al quarto giorno di repliche dello spettacolo in seguito a un malore avuto sulla scena proprio nel ruolo di Argante. È una farsa all’antica, colma di eccellenti spunti comici, ma con una precisa e concreta visione del mondo. Molière, primo attore del re, uomo di mestiere, la ideò e la scrisse per il puro divertimento del suo sovrano reduce dalla guerra, immettendovi però qualcosa di molto personale.

Prodotto  da Arca Azzurra Teatro, con la collaborazione della Regione Toscana e del Comune di San Casciano, Il malato immaginario ha come interpreti principali Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti e Lucia Socci. Regia, adattamento, scene e costumi di Ugo Chiti. Per Il malato immaginario – in scena al Teatro Duse di Genova dal 7 all’11 gennaio 2015.

Cristina Capodaglio

 

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