Teatro e dintorni

Una giovinezza enormemente giovane. Roberto Herlitzka e P.Paolo Pasolini.


Al TEATRO ARGENTINA di Roma va in scena sino al 9 novembre 2014 Una giovinezza enormemente giovane, ispirato ai testi di Pier Paolo Pasolini. I testi di Gianni Borgna e per la regia di Antonio Calenda.
Il grande Roberto Herlitzka interpreta ROMA PER PASOLINI. Le scene sono di Paolo Giovanazzi e le luci di Nino Napoletano per una produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con Mittelfest 2013 e grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste.

herlitka

Uno spettacolo singolare, costruito attorno a un monologo presago, quasi divinatorio che da un lato fa omaggio al pensiero di Pier Paolo Pasolini attraverso l’evocazione della sua opera letteraria e poetica, e dall’altro sancisce la grande capacità profetica dello scrittore, sul piano sociale e politico.
Una messinscena rievocativa ma anche profondamente evocativa di “vedere politicamente” la società ed i suoi mutamenti attraverso le parole di Pasolini di cui l’autore del monologo Gianni Borgna è stato un vero testimone culturale. E proprio dalla sua morte– sempre rimasta oscura – Antonio Calenda trae ispirazione per l’incipit dello spettacolo: rumori, un abbaiare di cani, un corpo a terra. Un’immagine forte che segnerà lo spettacolo e da cui il protagonista avvia il proprio monologare. Come se Pasolini stesso fosse testimone della propria fine e in quel misterioso istante, si lasciasse andare a un flusso di riflessioni sul mondo che ha lasciato e sulle sue evoluzioni di cui non potrà più essere testimone critico e acuto, pur avendole intuite: l’immagine di una Roma così diversa dalla sua, città multietnica, con l’idea che il bene più grande sia la ricchezza, che la storia e la cultura non possano essere che quelle borghesi. Temi con cui oggi quotidianamente ci confrontiamo e che il suo pensiero, la sua ricchezza poetica, ci insegnano ancora ad attraversare con la necessaria consapevolezza.
I riferimenti a tale pensiero pasoliniano, e al corpo della sua opera letteraria pervadono il monologo che Antonio Calenda ha scelto di affidare a Roberto Herlitzka, uno degli interpreti di più intenso, misterioso spessore poetico e drammatico della scena italiana, per offrire una riflessione sull’attualità attraverso le parole di chi l’attualità aveva saputo decifrare con disincantata lungimiranza.

Cristina Capodaglio

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