Parterre e asfalto

VIVA L’ITALIA. Teatro India Roma.


In scena sino al 2 novembre 2014 al Teatro India di Roma lo spettacolo VIVA L’ITALIA, e morti di Fausto e Iaio, di Roberto Scarpetti
regia César Brie, con Andrea Bettaglio, Massimiliano Donato, Federico Manfredi, Alice Redini, Umberto Terruso. Luci Nando Frigerio. Coproduzione Teatro dell’Elfo, Teatro di Roma. Lo spettacolo è stato vincitore della Menzione speciale Franco Quadri al Premio Riccione per il Teatro 2011 e del Premio Enriquez 2014.

Viva l'Italia

Un testo inedito, un nuovo autore e un teatrante di lungo corso come César Brie, ci raccontano un fatto di cronaca del passato, uno degli episodi più oscuri ed emblematici della storia del nostro paese: le morti di Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, due diciottenni milanesi frequentatori del centro sociale Leoncavallo, uccisi a colpi di pistola la sera del 18 marzo 1978, due giorni dopo il rapimento di Aldo Moro da parte delle BR. Una drammaturgia storica, pensata in forma di cinque monologhi intrecciati tra loro a ricostruire un quadro d’insieme per rivivere il passato affinché la memoria di quegli anni così complessi sia presente alle nuove generazioni, e diventi testimonianza della storia che ci ha preceduto. A condurre gli spettatori nei segreti e nei retroscena della storia saranno i personaggi stessi che si nutrono delle emozioni, dei sentimenti e della disperazione, che il testo di Roberto Scarpetti ricostruisce intrecciando vita privata e storia pubblica del nostro Paese. A portarlo in scena la regia affidata a César Brie che incrocia e racconta i mesi cupi del terrorismo, dei molti misteri mai risolti, dalla morte di Aldo Moro fino alla grande strage nera della stazione di Bologna. La prigionia del leader della DC non è solo il contesto storico in cui è avvenuto il duplice omicidio di Fausto e Iaio: le indagini sulle Brigate Rosse si collegano alla morte dei due ragazzi del Leoncavallo. Fausto abitava in via Montenevoso 9, esattamente di fronte al civico 8, dove c’era un covo dei brigatisti, mentre all’ultimo piano del suo palazzo era ubicato un punto di osservazione dei servizi segreti. Una tragedia civile raccontata sul palcoscenico attraverso le passioni personali e politiche di cinque protagonisti che si muovono sul filo della vita e della morte.

Cristina Capodaglio

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