Scatola a 5 lati

Patti Smith in concerto.


A dicembre 2014 due imperdibili appuntamenti con Patti Smith a Napoli: lunedì 8 si esibirà al Duel Beat con un progetto acustico e il 9 dicembre in una location d’eccezione, la Basilica di San Giovanni Maggiore.

downloadLa celebre Chiesa non è nuova ad ospitare musica di grande spessore e contenuto, ma per la prima volta accoglie la cantante e poetessa statunitense che è stata tra le grandi protagoniste del rock degli anni ’70. Il grande carisma interpretativo e la suggestiva potenza delle sue liriche le hanno fatto guadagnare il soprannome di ”sacerdotessa del rock” e oggi Patti Smith presenta The (Patti) Smiths con una formazione speciale. Suoneranno e accompagneranno l’artista il figlio Jackson alla chitarra e la figlia Jesse Paris al pianoforte con la partecipazione di Tony Shanahan al basso. Patti Smith rivisiterà i suoi brani più celebri per una serata indimenticabile nell’atmosfera solenne ed evocativa di una delle chiese più importanti di Napoli.

La Basilica di San Giovanni Maggiore è uno degli edifici di culto più antichi della città, sorto su un tempio pre-cristiano. Dopo oltre quarant’anni di chiusura è stata restituita al culto e alla città nel 2011, quando il Cardinale Crescenzio Sepe l’ha affidata alla Fondazione dell’Ordine degli ingegneri di Napoli, presieduta da Luigi Vinci. La Fondazione – in sintonia con le indicazioni della Curia – ha inteso fare della Basilica un centro propulsore per la rinascita del Centro antico di Napoli, promuovendo iniziative artistiche, culturali e di servizio per le fasce sociali più svantaggiate. In quest’ottica si inserisce la partnership della Fondazione dell’Ordine degli ingegneri con gli organizzatori del concerto di Patti Smith, che prevede anche la devoluzione di parte dell’incasso a iniziative benefiche promosse dalla Comunità di Sant’Egidio, tra cui i progetto “Diritto alla scuola, diritto al futuro”, percorsi di integrazione scolastica rivolti a minori Rom.
In una location decisamente più underground Patti Smith, vera unica icona del rock vivente, sarà in concerto il giorno prima al Duel Beat per presentare il progetto ai numerosissimi fans.

Nella sua carriera di oltre 40 anni ha attraversato il punk ed il rock, analizzato il mondo attraverso la musica, la fotografia, la poesia, i romanzi, la pittura e la scultura. Amata, discussa, influente, coerente, idealista, e’ un vero e proprio mito per tutte le generazioni. Erano gli anni ’60 quando la giovanissima Patti Smith, poco più che ventenne, si trasferì nella vibrante New York per trovare la sua strada. Il resto è storia: dalla chiacchierata relazione con il fotografo Robert Mappl), fino alle primissime esibizioni nello storico CBGB’s, senza tralasciare il contratto con la Arista e la pubblicazione di “Horses”, uno dei migliori album della storia del rock.

FORMAZIONE THE (PATTI) SMITHS
Patti Smith voce
Jackson Smith chitarra
Jesse Paris Smith pianoforte
con la partecipazione di Tony Shanahan basso

Cristina Capodaglio

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7 thoughts on “Patti Smith in concerto.

  1. Io invece ho visto soltanto 3 concerti in tutta la mia vita, tutti e 3 di Franco Battiato. Gli piace farli in mezzo ai prati, e questo talvolta causa degli inconvenienti non da poco.
    Ad esempio, al primo dei 3 concerti aveva piovuto a dirotto dalla mattina fino a un’ ora prima dell’ inizio, e quindi per raggiungere il mio posto a sedere dovetti avanzare nel fango che mi arrivava fino alle caviglie.
    Tuttavia, fare i concerti in un contesto agreste ha anche dei lati positivi: ad esempio, al secondo e al terzo concerto eravamo in piena Primavera, e quindi l’ aria era carica di tutti gli odori naturali della terra, sembrava di essere nel giardino dell’ Eden.
    Al primo concerto Battiato fece un’ entrata in scena spettacolare: arrivò in macchina, fece fermare l’ autista a poca distanza dagli ultimi posti a sedere e poi percorse a piedi il tragitto da lì al palco. Anche lui si sarà riempito le scarpe di fango, ora che ci penso.
    Il pubblico fu molto disciplinato: invece di sporgersi in avanti per toccarlo, si alzò in piedi e lo applaudì a scena aperta. Lo facemmo perché avevamo capito il senso profondo di quella scelta: Battiato voleva esprimere vicinanza al suo pubblico non con un sorriso finto, non con un ringraziamento stereotipato, ma con il gesto simbolico di camminare in mezzo a noi. Ci commosse senza bisogno di dire una parola.
    Il terzo concerto fu il più bello in assoluto, perché lui nell’ ultima mezz’ora ci chiamò tutti sotto il palco e fece canzoni a richiesta finché non gli andò via la voce.
    Quella sera stessa capii che non l’ avrei più visto in concerto, perché era meglio chiudere così, avevo già toccato l’ apice.

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