Scatola a 5 lati

Peli. Non superflui.


Peli gioca con originalità sul concetto di gender ponendo al centro della sua drammaturgia due donne vedove, coinvolte in una partita a carte che le spoglia lentamente dai rituali delle conversazioni borghesi, e dei loro abiti, per trascinarle in un universo di sensazioni in cui ogni singolo contatto fisico va al di là dei generi.Rodolfo di Giammarco

Melania e Rossella giocano a Burraco tutti i giovedì con due amiche. ma questo giovedì è diverso… sono sole. Rossella sembra molto preoccupata. Che vorrà da lei Melania?

Due donne giocano a Burraco, l’una di fronte all’altra. “Alza”. Una distribuisce le carte. L’altra le raccoglie. “Ho delle carte orrende”. Dice sempre così, pensa l’altra. Un  gioco educato, una conversazione formale, quella confidenza propria dei rapporti adulti appesantiti da una vita di non detti. Una è vedova, ha perso il suo uomo, il suo amore,  l’altra è vedova pur non essendolo. Il passato e il presente gettano le due donne in un  continuo scambio di potere. Domina una e l’altra soccombe, poi viceversa. Le carte seguono, bilanciano, enfatizzano gli attriti. Finché qualcosa interrompe il meccanismo di un dialogo borghese per entrare nella dimensione dell’emozione e dell’istinto.

PELI di Carlotta Corradi.    

peliRegia Veronica Cruciani, con Alex Cendron | Alessandro Riceci, scene e costumi Barbara Bessi, musiche Paolo Coletta, progetto luci Gianni Staropoli, assistente alla regia Tullia Raspini, tecnico luci Michelangelo Vitullo, distribuzione Francesca Montanino.

In collaborazione con OffRome è andato in scena al Teatro Valle Occupato di Roma dal 5 all’ 8 giugno 2014.

“Se un piccolo gioiello come Peli fa parte delle Nuove Storie, il teatro può stare tranquillo sul suo avvenire. Martina Melandri / klpteatro.it

“Peli ci ricorda, metaculturalmente, che siamo persone prima ancora di quegli stereotipi di genere che la società ci dà per poterci esprimere.” Alessandro Paesano / teatro.org

“Una drammaturgia efficace, attori intensi, una regia capace di restituire chiaroscuri e far emergere i non detti”. Maddalena Giovannelli / Hystro.

Cristina Capodaglio

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2 thoughts on “Peli. Non superflui.

  1. Purtroppo se ti fa piacere avere dei followers poi non riesci a seguirli. Ma è una storia molto intensa e senza…veli!

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