Parterre e asfalto

Rabbia. Teatro Valle Occupato Roma.


Rabbia – a cura di Cristian Ceresoli, in collaborazione con Silvia GalleranoStefano Cenci e gli OCCUPANTI DEL TEATRO VALLE, direttore di produzione cercasi , assistente alla produzione Pamela Del Grosso, direttore tecnico Hossein Taheri, assistente tecnico Inti Nilam.

SCRITTRICI/SCRITTORI luca baiada, marco berardi, marco capoccetti boccia, cristian ceresoli, giacomo ciarrapico, carlotta corradi, jolanda di virgilio, federico flamminio, luca franco, karma gava, gaia grosso, inti nilam, marco pavanelli, lorenzo ponte, noemi Serracini, simone traversa + ad aggiungersi

divieto diaccessoPERFORMERS tony allotta, guido bertorelli, emiliano campagnola, stefania delia carnevali, stefano cenci, giuseppe cederna, roberto corradino, gianni d’addario, sylvia de fanti, pamela del grosso, silvio de luca, francesca del guercio, francesca romana di santo, enrico epifani, francesco ferrieri, giovanna floris, silvia gallerano, paolo giovannucci, giampiero judica, andrea lanciotti, marco mancini, marianna masciolini, mario migliucci, mauro milone, flavia moretti, sara nomellini, giovanni ortoleva, fabrizio parenti, aurora peres, laura pizzirani, alessandra roca, francesca rosa, simona senzacqua, hossein taheri, simone spinazzè, giulia vannozzi + ad aggiungersi

REGISTE/REGISTI aureliano amadei, alessandro aronadio, stefano cenci, francois ferrallacci, karma gava, giampiero judica, fulvio molena, inti nilam, fabrizio parenti + ad aggiungersi

VIDEOMAKER/FOTOGRAFE claudia cucco, tiziana tomasulo, valeria tomasulo + ad aggiungersi, scritture in produzione / titoli provvisori

AUTORIMESSE (TEATRO/MUSICA)
LA CANTILENA (TEATRO)
LA GABBIA (TEATRO)
IT’s A STORY (VIDEO, TEATRO)
THE JERKER (TEATRO)
MEDEA RADIODRAMMA (RADIO)
POVERI DIAVOLI (TELEVISIONE)
r5 (TEATRO)
IL RENITENTE (TEATRO/CINEMA)
TOVAGLIOLI (TEATRO)
SENZA TITOLO (WEB SERIE)
SENZA TITOLO (CINEMA)

Una macchina da produzione di nuove scritture. Un atto violento. Di massa. Un cantiere di lavorazione, continuo. Un progetto che procede per appunti, e che viene aperto all’umanità in tutte le sue fasi di lavorazione. Una rabbia accumulata. Una rabbia poco prima di esplodere. Una rabbia che si manifesta. E costruisce. Rompe. Trova spazio alle scritture in un paesaggio disperante.

Rabbia è il progetto di produzione di una scrittura che durante la sua lavorazione considera, sospinge e mette in pratica la costruzione/produzione di altre scritture, sperimentando le diverse forme, dall’opera dal vivo alle possibilità televisive, dalla discoteca al cinema, dalla video-arte alla radio, tentando stare tra le donne, gli uomini e le città.

Rabbia è un contesto dove i mestieri e le eccellenze si combinano, come un luogo fertile dove la costruzione di una scrittura genera altre scritture è la messa in pratica dei punti principali alla Vocazione del Teatro Valle Bene Comune.

Rabbia è una novità a livello mondiale: un processo organico che passa dalla formazione alla produzione e in fine alla diffusione, attraverso la combinazione con artisti e istituzioni internazionali e il confronto continuo con il consesso umano, le città, le persone.

Mentre si costruisce una mia scrittura, per il momento intitolata Appunti per Rabbia, ci occupiamo di far emergere, sviluppare e realizzare le scritture di altre scrittrici e scrittori. Mentre si produce questa scrittura si cercano e definiscono le condizioni per portare in produzione questa e le altre scritture. Si procede per appunti, per sessioni di lavoro in cui i diversi elementi si combinano. Si vedono le scritture o sentono nella carne di attrici/attori e performer che collaborano e sono coinvolti dal principio, subito, in un caos genetico in cui le sensibilità si accordano, alterano, scontrano: producono. Ci sono incontri, ricerche, interviste, tentativi, visioni, testimonianze, o niente. La forma della scrittura non è data: opera dal vivo, televisiva, cinematografica, radiofonica, altro. Quella forma si comprende e stabilisce, dunque definisce, nello sviluppo del lavoro. La pratica è quella degli appunti che progressivamente vanno combinandosi in un mosaico via via raffinato e precisato. Così le sessioni di lavoro. Così i tempi. I modi. Le tecniche. Gli artisti e operatori e tecnici coinvolti trovano attraverso questa macchina la possibilità di combinare, appunto, le proprie idee e i propri mestieri, in unico luogo che emerge nel ventre del Teatro Valle Occupato e si muove e ricostruisce di volta in volta in altri contesti, locali e internazionali. Rabbia si prende cura delle scritture, come un luogo maternale dove sia possibile la loro gestazione e poi spinta alla luce, fino all’accompagnarle tra le città, le donne e gli uomini. Come un braccio armato, Rabbia sostiene le scritture dalla genesi alla diffusione o fruizione, senza l’imposizione a volte pericolosamente totalitaria di una linea poetica (il che non significa che paradossalmente, proprio per il fatto di non imporla, non finisca per avercela). Rabbia è dunque un luogo fertile, dove confluire, raccogliere, far emergere tutte quelle sensibilità che, quotidianamente, finirebbero al cesso. Al tempo stesso costruisce i luoghi dove presentarle, ovvero si sviluppa contestualmente come organo di programmazione di quelle, e magari altre, scritture. Come già in collaborazioni precedenti, è fondamentale che la produzione di questa mia scrittura (e delle altre che stanno venendo) sia in pratica, nei fatti, e nelle ore di lavoro, la combinazione di una riflessione e azione continuata all’interno dell’Occupazione del Teatro Valle. Per contaminazione. Secondo una struttura in continua evoluzione, che prevede il coinvolgimento della cittadinanza, o persone, nelle sue diverse fasi di lavorazione, le scritture vengono gettate in pasto a chiunque ne voglia. Riprendendo lo schema, ma in qualche modo contraddicendolo e re-inventandolo, che ha portato a costruire, scrivere, produrre e incarnare La Merda. C. C.

 Il Teatro Valle rimanere il luogo delle diverse umanità e di nessun settore 

Rabbia | IL PROGETTO

Rabbia è un progetto per appunti, che si costruisce e manifesta attraverso i tentativi e le sue sessioni di lavoro. Non è teatro, non è un laboratorio, non è un workshop, è un luogo di produzione e di apertura o genesi di nuove scritture.

Rabbia è un contesto dove si cercano e trovano gli inizi delle scritture, e poi ci si occupa di dare loro continuità, crescere e svilupparsi combinando le competenze di artisti e tecnici e produttori coinvolti, sia da un punto di vista estetico che dal punto di vista della loro sostenibilità economica.

Rabbia è la macchina di produzione di nuove scritture del Teatro Valle Occupato, una novità a livello mondiale, la conseguenza di una serie di tentativi per costruire, nella pratica, dentro un paesaggio depresso e impossibile, qualcosa di possibile.

Rabbia è il progetto di produzione di una scrittura che continuamente genera altre scritture. Dove per scritture si intende costruire opere artistiche (almeno inizialmente) senza vincoli formali. Dove la ricerca estetica ha una ricaduta in termini di produzione, di concrete possibilità di realizzazione, di riconoscimento del lavoro svolto di chi è coinvolto. E viceversa.

Rabbia è la conseguenza – se non addirittura l’avanzamento, nella pratica – della vocazione artistica del Teatro Valle Bene Comune.

Rabbia @rabbiatwit

Cristina Capodaglio

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