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CARLO MONNI: UN BOHEMIEN A TEATRO DI RIFREDI. FIRENZE.


La stagione ufficiale del Teatro di Rifredi si è conclusa. Ma essa prosegue idealmente fino al 19 maggio 2014, giorno che segna un anno esatto dalla scomparsa di quel grande artista e compagno di viaggio che è stato per noi Carlo Monni.

In questa data, scelta simbolicamente già dall’inizio della stagione, il Teatro intende ricordare Carlo senza sovrapporsi alle tante festose kermesse dei suoi numerosi amici ed estimatori e dell’ancor più numeroso esercito dei suoi fans. Sarà una commemorazione senza clamore, senza dichiarazioni od omaggi extemporanei, durante la quale cercheremo di far rivivere Carlo, attraverso i bellissimi personaggi da lui interpretati in 16 anni proprio su quel palcoscenico che vide la città intera di Firenze, commossa e partecipe, dargli il suo ultimo saluto di commiato. Dalle ore 18:00 alle ore 22.00 verrà proiettato in continuazione un video realizzato in collaborazione con la Fondazione Sistema Toscana, nel quale sarà possibile ripercorre le tappe di un viaggio che parte dal Bista di “Gallina vecchia” con Marisa Fabbri fino alla zio Ampelio della “Briscola in cinque” di Malvaldi, passando attraverso Cecco Angiolieri e Gianni Schicchi, Falstaff e il Grasso Legnaiuolo. Il video, realizzato da Angelo Savelli e Tobia Pescia, alterna brani significativi degli spettacoli a brevi testimonianze degli attori che gli furono compagni sul palcoscenico di Rifredi: Valentina Banci, Monica Bauco, Lorenzo Bolognesi, Andrea Bruno Savelli, Marco Cocci, Sergio Forconi, Massimiliano Galligani, Massimo Grigò, Lisetta Luchini, Anna Meacci, Leonardo Paoli, Nicola Pecci, Patrizia Pirgher, Marzia Risaliti e Elisabetta Salvatori.

monniCarlo Monni era un artista unico ed inimitabile. Prima ancora di essere capace di dar vita a tanti indimenticabili personaggi, era lui stesso uno straordinario personaggio. Ha recitato, cenato con gli amici e camminato alle Cascine fino al giorno prima di entrare in ospedale. Questa era la sua vita. Era solare, generoso come pochi ma poco incline ai compromessi. Era un uomo libero, senza pregiudizi né morali né artistici. Cercava sempre la verità sia sulla scena che nei rapporti con le persone. Nel lavoro voleva divertirsi e divertire la gente, ma era anche un uomo colto ed un amante della poesia e della musica.
Da quasi quindici anni il Teatro di Rifredi era diventato la sua casa. Tutto iniziò con una scommessa di Angelo Savelli
che lo volle affianco della grande attrice ronconiana Marisa Fabbri in una innovativa edizione di “Gallina vecchia” che riscosse un enorme successo.
Il felice sodalizio con Savelli proseguì poi con “S’io fossi foco” e “Nel mezzo del cammin”, dove Carlo poté esprimere tutto il suo amore per Dante e per gli antichi poeti toscani un po’ ribelli e licenziosi come lui, recitando affianco di Massimo Grigò e Andrea Bruno Savelli che diventeranno per lui più che dei colleghi dei veri e propri complici e sodali. Ed è con Andrea Bruno Savelli che continuerà a calcare il palcoscenico di Rifredi prima con i divertenti “Decameron” e “Cecco toccami” e poi con due impegnativi spettacoli a cui si sentiva profondamente legato: lo shakespeariano “Falstaff” e il brunelleschiano “La beffa del grasso legniaiuolo”. La sua ultima apparizione pubblica è stata, sempre a Rifredi e sempre sotto la direzione di Andrea Bruno Savelli, nella lettura scenica “La briscola in cinque” che in questa stagione teatrale sarebbe dovuta diventare un vero e proprio spettacolo. In tutti questi anni Carlo Monni ha recitato in tantissimi spettacoli mattutini per le scuole. Carlo amava i giovani ed era amatissimo dai giovani che lo prendevano d’assalto alla fine delle rappresentazioni. E’ stato addirittura lui stesso ad andare direttamente dentro le scuole a recitare un divertente blitz teatrale sull’evasione fiscale. Chissà in quante pagine di facebook, in quanti diari scolastici, in quante camerette di adolescenti campeggiano le foto di Carlo Monni sorridente, avvinghiato a grappoli di giovani entusiasti e fieri di essere lì dentro quell’inquadratura con il loro idolo. Ora che Carlo ci ha lasciato nella pienezza delle sue forze, della sua veloce falcata, del suo volto assolato, del suo potente sorriso e dei suoi occhi profondi, capiamo che a lui è spettata la giovinezza degli eroi.

Cristina Capodaglio

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