Cinema

Yves Saint Laurent.


Uscito il 27 marzo 2014 il film di Jalil Lespert racconta il lato oscuro del grande stilista Yves Saint Laurent, precursore dei tempi, innovatore, con una personalità costellata di debolezze, comportamenti autodistruttivi che tuttavia non hanno influito sulla sua profusione artistica. Il film ha ricevuto il completo benestare del suo compagno di vita Pierre Bergè che ha definito Saint Laurent un uomo “non interessato alle persone” e un benefattore del genere femminile.

IL FILM – Parigi, 1957. Yves Saint Laurent, appena ventunenne, viene inaspettatamente nominato responsabile della grande casa di moda creata da Christian Dior, da poco scomparso. Tutti gli occhi sono puntati su questo giovanissimo assistente che presenta la sua prima collezione di alta moda per Dior. Durante la straordinaria sfilata, rivelatasi un grande successo, Yves Saint Laurent incontra Pierre Bergé, che diventerà suo socio in affari e compagno per tutta la vita. Tre anni dopo il loro incontro i due creeranno la Yves Saint Laurent Company, destinata a diventare una delle griffe più celebri nel mondo della moda e del lusso. Nonostante i propri demoni interiori e le proprie insicurezze, Yves Saint Laurent, incoraggiato da Pierre Bergé, riuscirà a rianimare il sonnolento mondo della moda dell’epoca, trasformandolo completamente.

IL CASTPierre Niney (Saint Laurent), Guillaume Gallienne (Pierre Bergé), Charlotte Le Bon, Laura Smet, Marie De Villepin.

Coco Chanel designò Yves Saint Laurent il suo unico erede morale. Lei fece indossare il pantalone alle donne per il tempo libero, lui ha regalato alle clienti femminili i pantaloni per il giorno e per la sera, il tailleur pantalone e persino lo smoking. Ebbe l’idea di utilizzare a stoffa kaki degli esploratori per creare l’abito safari, ha concesso alle signore il cappotto da marinaio, la giacca sportiva, il trench, i pantaloni alla zuava, rendendo sempre la donna seducente indossando abiti maschili. La collezione storica del 1969 venne dedicata a Marlene Dietrich: ” Un taglio severo e implacabile enfatizza al massimo la femminilità e la seduzione!“.

Appena 24enne sostituisce il suo mentore, Christian Dior, appena scomparso. Inventa il trapezio, ovvero un corpetto stretto che si allarga sino a prendere l’aria circostante. Nel 1960 fallisce il suo tentativo di rendere omaggio alla cultura beat della Rive Gauche con giacche di pelle e polo di cashmere, interrompendo la sua collaborazione con la maison Dior. Iniziò un periodo tortuoso per  Saint Laurent  che parti per la guerra franco algerina per finire in un ospedale psichiatrico. Ritroverà un parziale equilibrio e nel 1962 comincierà a produrre col suo marchio, esprimendo liberamente il suo genio creativo e innovativo pari solo a quello di Coco Chanel. Emulerà l’arte ispirandosi alle sue raccolte di autori famosi facendoli uscire nelle sue collezioni come quella influenzata da Mondrian nel 1965 e poi dalla “Pop-Art di Andy Warhol.

La casa di moda è stata ufficialmente chiusa nel 2002, tuttavia il marchio esiste ed è curato da Gucci.

Cristina Capodaglio

 

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