Parterre e asfalto

Drag Queens e Ĉechov.


Volge al termine la stagione del Teatro Lauro Rossi promossa dal Comune di Macerata e dall’AMAT. La chiusura è affidata l’8 e il 9 aprile 2014 a Il Giardino delle ciliegie. Étude pour un vaudeville en travesti plein de paillettes, uno spettacolo proposto in esclusiva regionale che offre una inedita lettura di Ĉechov.

Ma cosa succede in questo allestimento dal titolo curioso? Le superlative drag queens della compagnia Nina’s Drag Queens, guidate dal regista Francesco Micheli, direttore di Macerata Opera Festival, trasformano i cechoviani “ciliegi” nelle “ciliegie”: solo personaggi femminili in questo spettacolo dove si ride con le lacrime agli occhi, assicura chi lo ha già visto.

il giardinoTornando allo spettacolo, “Il Giardino dei Ciliegi – si legge nelle note allo spettacolo a firma di Francesco Micheli – è una terra di confine, un confine spaziotemporale. Il Giardino dei Ciliegi è crocevia di mondi lontani, irriducibili. Il Giardino dei Ciliegi è una storia che annoda mille vicende irrilevanti intorno ad una piccola grande tragedia familiare. Il Giardino dei Ciliegi è una sinfonia in cui ritmi, timbri e armonie lontane convivono in un contrappunto sghembo, sincopato. Il Giardino dei Ciliegi è un testo dove si ride con le lacrime agli occhi. Il Giardino dei Ciliegi è una drag queen. I ciliegi sono fantasmi, simulacri di un mondo troppo frettolosamente sepolto perché non torni a farci visita con i propri inquietanti spettri. Le drag queen sono creature anfibie, icone tra mondi opposti, angeli sgangherati, animali divini, incarnazione contemporanea del mito di Dafne: donne albero che sanguinano e piangono se fai loro del male. Un bosco di fanciulle albero, belle ma legnose, uomini in panni femminili che evocano il bel mondo al tramonto che un tempo affollava quei luoghi. Vorrei piantare un giardino di ciliegi dove gli alberi hanno radici che sono tacchi a spillo e zatteroni, il tronco è il corpo nodoso di un maschio inguainato in abiti da sera, i rami braccia nerborute malcelate da guanti di raso, le foglie sono unghie laccate come mobili cinesi, i frutti gioielli luccicanti. Vorrei perdermi in questo giardino nel seguire i richiami di un’infanzia perduta ma non dimenticata. Vorrei smettere di sentire le voci di un passato tanto bello e ingombrante da soffocarmi come il profumo di un prato in primavera senza che arrivi mai la promessa estate. Il Giardino dei Ciliegi è tutto questo. E chissà quant’altro.”

Lo spettacolo è prodotto da Nina’s Drag Queens in collaborazione con Atir Teatro Ringhiera – Accademia di Belle Arti di Brera. Gli attori in scena sono Alessio Calciolari, Gianluca Di Lauro, Sax Nicosia, Stefano Orlandi, Lorenzo Piccolo e Ulisse Romanò. Le scene sono di Clara Storti e Selena Zanrosso, le luci di Giulia Pastore e i costumi di Giada Masi mentre l’audio è curato da Silvio Laureti.

 Cristina Capodaglio

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