Mostre

Artemisia Gentileschi. La Santa Caterina dagli Uffizi.


Il Palazzo Madama in Piazza Castello a Torino ospita la Mostra “Artemisia Gentileschi. La Santa Caterina dagli Uffizi”, sino al 3 giugno 2014.

Artemisia_GentileschiUna mostra su un solo dipinto di Artemisia Gentileschi, pittrice seicentesca di scuola caravaggesca e icona femminista per il noto caso di stupro che subì dal Tassi. Nelle sale del Museo Civico la tela che rappresenta Santa Caterina dagli Uffizi dipinta intorno al 1620 quando Artemisia si trovava in soggiorno a Firenze. Il dipinto raffigura la santa, in emergenza decisa dallo sfondo scuro vestita con una veste rossa e corona di preziosi in testa. La sua mano sinistra si appoggia alla ruota dentata che sarà uno degli strumenti del suo supplizio, mentre la destra regge la palma, simbolo del martirio per i cristiani.

Si è ipotizzato che Santa Caterina possa essere un autoritratto della pittrice stessa o il ritratto di Maria Maddalena d’Austria, moglie del duca Cosimo II de Medici, cui farebbe cenno la corona di preziosi.

Artemisia Gentileschi fu figlia di Orazio, pittore toscano di scuola caravaggesca; del padre seguì le orme ma conferendo alla pittura del Caravaggio una forte teatralità che si riflette nell’angoscia spesso spirituale dei suoi personaggi.

Nota anche per il caso di stupro da parte del Tassi, al quale seguì un processo famoso per le cronache dell’epoca, Artemisia divenne per questo episodio un icona del femminismo nel XX secolo.
Nel suo secolo invece provvide a rappresentare il suo stupratore nel dipinto Susanna e i Vecchioni (rappresentato nell’immagine in questa pagina), conferendogli una notorietà non certo richiesta ma meritata.

Nella stessa sala dove è esposto il dipinto Santa Caterina di Artemisia si troveranno anche due dipinti di suo padre: una Santa Caterina e un San Gerolamo dove il padre ritrasse come soggetto Pietro Molli, uno dei testimoni al processo per stupro contro Agostino Tassi.

La mostra è il prodromo di una più ampia collaborazione tra le Gallerie degli Uffizi di Firenze e Palazzo Madama la quale dovrebbe concretizzarsi in un progetto espositivo più vasto, dedicato all’autoritratto femminile.

Cristina Capodaglio

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