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Beppe Fenoglio. La paga del sabato.


La stagione del Teatro Pergolesi di Jesi promossa dalla Fondazione Pergolesi Spontini e dall’AMAT in collaborazione con il Comune di Jesi e con il contributo di Banca Popolare di Ancona prosegue il 8 marzo 2014 con lo spettacolo La paga del sabato di Beppe Fenoglio del Centro Studi Piero Calamandrei.

la_paga_del_sabato“Il nostro lavoro su Beppe Fenoglio afferma Alessandro Varrucciu che cura l’adattamento e la regia dello spettacolo che lo vede in scena accanto a Francesca UguzzoniSilvia Uguzzoni e gli Onafifetti – nasce non solo dall’amore per le sue storie, ma anche dall’interesse per il suo stile, per come ha costruito le sue narrazioni, in quel modo così efficace e meravigliosamente complicato. Come altri scrittori della sua generazione, Fenoglio scrive di temi resistenziali ma, con l’eccezione di Calvino, trovare somiglianze o convergenze con altri scrittori è davvero difficile. Lo sguardo dello scrittore partigiano non concede niente né alla retorica né alla propaganda politica: benché la sua scelta di campo sia netta, decisa ed inequivocabile, tuttavia non si esime dal descrivere situazioni “poco edificanti” anche nella parte alla quale appartiene. E fu il più solitario di tutti che riuscì a fare il romanzo che tutti avevamo sognato, quando nessuno più se l’aspettava, Beppe Fenoglio, e arrivò a scriverlo e nemmeno a finirlo (Una questione privata), e morì prima di vederlo pubblicato, nel pieno dei quarant’anni. Il libro che la nostra generazione voleva adesso c’è, e il nostro lavoro ha un coronamento e un senso, e solo ora, grazie a Fenoglio, possiamo dire che una stagione è compiuta, solo ora siamo certi che è veramente esistita: la stagione che va dal Sentiero dei nidi di ragno a Una questione privata. Una decina di anni prima a Una questione privata, lo scrittore langhigiano si era misurato con un altro romanzo, La paga del sabato, pubblicato postumo. Il romanzo ha una sua decisa forza, una bellezza selvaggia, istantanea. Il nostro adattamento teatrale interviene direttamente sulla struttura del romanzo originale, creando due percorsi distinti della storia del protagonista Ettore, come se fossero due romanzi, che solo verso la fine si ricongiungono per arrivare all’epilogo finale.”

Lo spettacolo è prodotto dal Centro Studi Piero Calamandrei in collaborazione con Diremare Teatro nel 50° anniversario della morte dell’autore Beppe Fenoglio.

Cristina Capodaglio

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