Teatro e dintorni

Operette morali. Giacomo Leopardi.


Un capolavoro della letteratura italiana, le Operette morali di Giacomo Leopardi arrivano in scena al Teatro dell’Aquila di Fermo il 18 e 19 marzo 2014 nell’allestimento diretto da Mario Martone, uno degli artisti più sensibili del teatro e cinema italiano contemporaneo al quale è andato per questa regia il Premio Ubu 2011, sorta di Oscar del teatro italiano.

Lo spettacolo – ultimo appuntamento in cartellone della stagione di prosa realizzata dal Comune di Fermo e dall’AMAT e definito da Curzio Maltese su “la Repubblica” “il più bello dell’anniversario per i 150 anni dell’Unità d’Italia – è interpretato da una compagnia straordinaria di eccellenze di generazioni diverse. “Continuamente sorgono dei picchi di intensità – scriveva Gianfranco Capitta sulle pagine de “Il Manifesto” – in uno spettacolo che senza rinunciare alla propria complessità, si stende come un flusso ambientale grazie al lavoro drammaturgico di Ippolita di Majo, alle sonorità elaborate da Hubert Westkemper e alle luci magiche di Pasquale Mari. Leopardi con Martone si fa cinema, capace di coinvolgere senza scampo lo spettatore, dilatando la scrittura in immagini e sculture maestose, ma restringendo il campo continuamente per lambirne le sensazioni più private.”

operette_morali“Martone offre uno spettacolo di formidabile presa teatrale – afferma Osvaldo Guerrieri su “La Stampa” -, compie un’operazione che contiene evidenti meriti: esalta una lingua il cui suono può provocare brividi di piacere; scende dritta come un laser nel nucleo del pensiero morale leopardiano, il cui pessimismo sulla natura umana e sulle sue sorti annienta ogni barlume di ottimismo; estrae guizzi di teatralità genuina e in qualche tratto irresistibile da un dialogare tenuto sempre sulla corda alta della speculazione filosofica e dell’apologo etico.”

Le Operette Morali, una raccolta di ventiquattro componimenti in prosa, dialoghi e novelle che Giacomo Leopardi scrive tra il 1824 ed il 1832, rappresentano una perfetta orchestrazione di toni sulla vita e sulla morte: nella visione leopardiana, l’uomo si muove all’interno di una natura cieca, dalla quale non può ottenere nulla. Sprezzante verso l’idea di progresso, scientifico e spirituale, il poeta irride le conquiste dell’umanità come pure finzioni, chimere di un progresso senza costrutto.

“L’idea di Mario Martone di mettere in scena le Operette morali di Giacomo Leopardi, un testo fuori dal canone della letteratura teatrale – afferma Ippolita di Majo dramaturg dello spettacolo – nasce dal serrato confronto con la cultura e con la storia d’Italia del XIX secolo che lo ha impegnato negli ultimi anni di lavoro in campo cinematografico. A monte sta l’urgenza, artistica e civile, di riandare alle origini della scrittura teatrale nazionale per interrogarsi sui suoi potenziali e i suoi limiti: da Alfieri a Manzoni, appunto a Leopardi. Si tratta di un testo che non si può definire teatrale in senso classico, ma che è stato pensato come una commedia, in una lingua e con una struttura così vive e moderne da far saltare i riferimenti drammaturgici del secolo in cui è stato scritto per approdare a una profonda consonanza con esperienze fondamentali del teatro del Novecento.” 

Lo spettacolo – prodotto da Fondazione del Teatro Stabile di Torino – è interpretato da Renato Carpentieri, Roberto De Francesco, Iaia Forte, Paolo Graziosi, Giovanni Ludeno, Paolo Musio, Totò Onnis, Barbara Valmorin e Victor Capello. L’adattamento e la regia sono di Mario Martone, le scene di Mimmo Paladino, i costumi di Ursula Patzak, le luci di Pasquale Mari, i suoni di Hubert Westkemper. La musica per il Coro di morti è di Giorgio Battistelli (Casa Ricordi – Milano), esecuzione Coro del Teatro di San Carlo diretto da Salvatore Caputo.

Cristina Capodaglio

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7 thoughts on “Operette morali. Giacomo Leopardi.

  1. Leopardi mi sa che dovrà traslocare a Fermo visto che a Recanati vogliono costruire opere immorali!!

  2. In effetti sapevo che la città partenopea era pericolosa, allora ne parleremo con i costruttori di pietre. Le parole sono pietre (specialmente consecutio temporum!!!)

  3. Non sono recanatese ma Leopardi è forse da rileggere in sedi e momenti non scolastici, magari esce fuori anche momenti di piacere magari culinario!! Saluti corregionali

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