Teatro e dintorni

L’affaire Picpus, ovvero il Naso di Gogol’.


L’affaire Picpus è in scena al Teatro Duse di Genova dal 3 a 6 marzo 2014.
Scritto da Enrico Bonavera e Christian Zecca e prodotto da Picpus Teatro in collaborazione con La quinta praticabile, L’affaire Picpus è ispirato al racconto “Il naso” di Nikolaj Gogol’ e interpretato da Enrico Bonavera, per la regia di Christian Zecca; le scene e i costumi sono di ZEBO e Neva Viale, le maschere di Cesare Guidotti, la realizzazione di una marionetta di Daniele De Bernardi, luci e fonica di Pietro Striano.

affaire picpusEnrico Bonavera, attore e interprete tra i più apprezzati della Commedia dell’Arte, è partito dal racconto Il naso di Nikolaj Gogol’, per proseguire poi la storia della trasformazione fisica di un essere vivente attraverso Franz Kafka (La metamorfosi) e Michail Bulgakov (Cuore di cane) e ritrovarsi, infine, dalle parti di Georges Simenon e del suo Maigret e l’affaire Picpus, cui ruba il titolo della commedia. Un percorso sinuoso e solo apparentemente contorto, guidato da letture e da ricordi anche molto personali, che sfocia in uno spettacolo giocoso, colorato e sorprendente.
Questo surreale viaggio nell’arte di far ridere inizia in un commissariato, dove un certo signor Rino Picpus si è recato per denunciare il furto del suo naso, prosegue nel confessionale di una chiesa, per essere poi affidato alla voce di un Narratore che spiega l’antefatto sul filo delle pagine letterarie di Gogol’. All’ufficio oggetti smarriti non c’è traccia di quel naso sparito dal volto del protagonista e che né il fisiognomo, né il chirurgo plastico sono in grado di ricostruirgli. Solo la letteratura sembra in qualche modo potergli venire in soccorso tramite il settecentesco Sterne o lo spagnolo Machado, il Pinocchio di Collodi o il Cyrano di Rostand, ma si tratta pure in questi casi di un’illusione. La polizia brancola nel buio e anche il migliore detective può fare ben poco… Sino a che tutta questa surreale sarabanda trova una sua teatrale giustificazione nel beffardo epilogo, recitato da “una figura fasciata in un cappotto, il cui bavero lascia intravedere solo un paio di occhiali scuri e un cappello, che si rivolge al pubblico con una voce profonda”.
Nei tredici personaggi diversi che si trova a interpretare sul palcoscenico con l’unica maschera dei nasi diversi che li caratterizzano, Enrico Bonavera (noto anche come il “sostituto” di Ferruccio Soleri nelle ultime edizioni di Arlecchino servitore di due padroni) sembra soprattutto voler giocare con il teatro, consapevole che «il bello del mestiere è che sovente si parte in un modo e si arriva da tutt’altra parte».

Cristina Capodaglio

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