danza

Amarcord-anza.


È la danza la protagonista il 9 febbraio 2014 del prossimo appuntamento della stagione del Teatro Pergolesi di Jesi promossa dalla Fondazione Pergolesi Spontini e dall’AMAT in collaborazione con il Comune di Jesi e con il contributo di Banca Popolare di Ancona.

amarcord danzaBalletto rodato e forte di un eccezionale successo di pubblico e critica (anche internazionale basti pensare che alcuni anni orsono fu rappresentato dal Balletto del Teatro alla Scala nientedimeno che al Metropolitan di New York), approda ora al Pergolesi Amarcord, balletto di Luciano Cannito, una delle grandi firme italiane della coreografia. Presentato dalla Daniele Cipriani Entertainment, il cast di Danzitalia (Italian Touring Dance Company) s’impreziosisce di un nome di grande richiamo: nei panni (Anni Trenta) della mitica Gradisca, l’apprezzatissima ballerina e attrice Rossella Brescia che trova qui un ruolo d’elezione, da colorare con sfumature sensuali ma anche sognanti.

Ricordando Federico Fellini nel ventennale della sua morte e a quarant’anni dall’uscita di uno dei suoi film più amati, Amarcord è ispirato e dedicato al rimpianto regista. Con sensibilità e capacità di penetrare l’essenza delle cose, Luciano Cannito si è divertito a dipingere in danza i colori dell’universo felliniano, facendo sentire allo spettatore il profumo di un passato non ancora remoto. Tutta la singolare fauna felliniana rivive in un’incantevole coreografia che non vuole ‘raccontare’ bensì ‘rievocare’ le atmosfere dell’indimenticabile pellicola. Amarcord è un affresco della provincia italiana a cavallo delle due guerre, costellato di piccoli ritratti come quello della vamp di provincia Gradisca, appunto, oppure della procace tabaccaia.

Divertente e malinconico al contempo, semplice eppure pieno di esplosiva gioia di vivere, questo piccolo mondo è visto attraverso gli occhi di Titta (alter ego di Fellini stesso).

“Il visionario Fellini aveva capito l’importanza delle immagini”, ha dichiarato Luciano Cannito, aggiungendo che “è stato il regista più vicino alla danza in assoluto”.

Cannito firma sia la coreografia che la regia dello spettacolo. Le musiche sono naturalmente di Nino Rota (compositore che firmò le colonne sonore più celebri dei film di Fellini) ma anche di Marco Schiavoni, che ha scritto espressamente alcuni brani di musica originale per questo balletto, e Alfred Schnittke; includono anche canzonette degli Anni Trenta insieme a celebri swing di Glenn Miller. I costumi sono di Roberta Guidi di Bagno, le scenografie di Carlo Centolavigna e le luci di Alessandro Caso.

Cristina Capodaglio

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