Parterre e asfalto

La ballata delle balate. Torino.


“Cosa spinge un uomo a vivere da solo, in condizioni umilissime, nonostante la grande ricchezza che può avere accumulato in anni di malavita? Come si può leggere il precetto di Gesù “ama il tuo nemico” e subito dopo essere mandanti di un omicidio?”: se lo domanda Vincenzo Pirrotta, allievo di Mimmo Cuticchio, puparo e cantastorie palermitano, erede della tradizione dei cuntisti, capace di riprodurre questa antica tradizione siciliana insieme a sperimentazioni teatrali di taglio contemporaneo.

ballataLa recitazione tonante e ritmica, che Pirrotta cadenza sapientemente come una ballata, lo hanno portato dal palcoscenico teatrale al grande schermo (in Noi credevamo di Mario Martone e Prove per una tragedia siciliana di John Turturro e Roman Paska). Noto al pubblico del Teatro Stabile per Terra Matta Diceria dell’untore, è in scena con La ballata delle balate, un monologo di straordinario impatto, accompagnato da un musicista che guida i passi di questa narrazione con tamburi e tammorre.

La prima ballata è una sequenza di misteri dolorosi e gioiosi, quella che inanella l’artista, dove i primi parlano della passione di Cristo, mentre i secondi sono la cronaca delle stragi mafiose.

La seconda è la storia di un’adolescenza segnata dalla scoperta della violenza e della affiliazione alla Mafia, che sfocia nella terza ballata, dove l’odore del sangue alimenta la sete d’odio ed empi sogni di onnipotenza. In questo crudo delirio che alterna italiano e dialetto, Pirrotta articola il contrasto tra la parola di Dio, che il latitante professa e che esprime attraverso i debordanti segni esteriori della devozione, e la bruta parola mafiosa che applica con feroce freddezza. Ballata, dunque, in bilico tra sacro e profano, dove la poesia, la ricerca di musicalità convergono in un canto di colpa, non di espiazione.

Teatro Gobetti di Torino in scena dal 14 al 19 gennaio 2014. Scritto, interpretato e diretto da Vincenzo Pirrotta, musiche originali eseguite dal vivo Giovanni Parrinello, luci e suono Marilisa Busà, Esperidio Associazione culturale / Palermo Teatro Festival.

Cristina Capodaglio 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...