Parterre e asfalto

Il servitore di due Padroni. Antonio Latella.


Dopo aver diretto Un tram che si chiama desiderio, vincitore di Premi Ubu, Hystrio e Le Maschere del Teatro, Antonio Latella riparte “da” Goldoni, che per il regista «è il nostro teatro scritto, la nostra origine… Arlecchino è il nostro Amleto, non si può non incontrarlo nel proprio cammino teatrale.» La totale riscrittura del Servitore di due padroni è affidata a Ken Ponzio, giovane autore e drammaturgo formatosi come attore, partito dalla considerazione che il teatro è vivo grazie al costante dialogo con il proprio presente, sotto forma di critica dialettica. Uno spettacolo che prende forza dalla nostra tradizione per lanciarsi in avanti, nel tempo che deve venire, per parlare all’ uomo contemporaneo.

padroniLa storia si svolge in un lussuoso hotel di Venezia gestito da Brighella Cavicchio, dove tra gli ospiti vivono un ricco magnate (Pantalone De Bisognosi) e sua figlia Clarice. Alla notizia della morte del promesso sposo della figlia (Federigo Rasponi, un torinese), Pantalone decide comunque di fidanzarla ad un antico pretendente di Clarice: Silvio Lombardi, eccentrico figlio del principe del foro della città.
Il fidanzamento però, viene interrotto da uno strano e misterioso personaggio che sostiene di essere il servitore del defunto Federigo Rasponi, e che il suo padrone è lì per il fidanzamento. Quest’ultimo, si scoprirà presto, non è altri che la sorella di Federigo (Beatrice), e cercherà di raggirare Pantalone per sottrargli la dote che spettava al fratello. Arriverà poi anche un altro ospite (Florindo) nel lussuoso hotel, anch’egli ambiguo, anch’egli di Torino, anch’egli sotto mentite spoglie, il quale farà suo il servitore di Beatrice.
Il raggiro perpetrato dai “torinesi” ai danni dei “veneziani”, si risolverà  durante una cena pantagruelica, quando il servitore dei primi deciderà di smascherarli, di farli allontanare per essere infine accolto dalla “nuova famiglia”.

Arena del Sole a Bologna dal 16 al 19 gennaio 2014. 

I giudizi della critica
Provocatorio, spiazzante, coinvolgente.
Maria Grazia Gregori  – L’Unità
Può scuotere e far scandalo. È questa la funzione del teatro.
Rodolfo di Giammarco  – La Repubblica
Uno spettacolo discusso, che diventa un caso. 
Renato Palazzi – Il Sole 24 Ore.
Uno spettacolo che ha la sua forza nell’eccesso.
Magda Poli – Corriere della Sera

Cristina Capodaglio

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