Parterre e asfalto

La voce di Eleonora Duse


fotogrammi

Com’era?  È quasi impossibile dire: eppure ben questo bisogna che noi lasciamo in eredità alla generazioni nuove che non l’hanno veduta e sentita, e che, ascoltando le narrazioni favolose delle sue magie, cercheranno spasimando di ricrearla intera e viva e tutta invasa dall’ispirazione, per possedere almeno un istante di sogno, la tormentante gioia ch’essa diede a noi che l’udimmo.

Ecco.

Con uno sforzo in cui costringo tutto l’essere, io faccio silenzio in me perché essa parli: e io trascrivo il suono della sua parola.

Modulazioni.

Il primo carattere è questo: una voce in nessun attimo mai uguale a sé stessa, immobile in un tono, irrigidita in una nota che si ripete.

Passaggi e passaggi senza numero e senza tregua per tutta una scala  lunghissima infinita di gradazioni, per via di sfumature così varie e così delicate, che non c’è tono vicino a tono, che non si distingua dal simile per…

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