Teatro e dintorni

Giocando con Orlando. Stefano Accorsi.


Proseguono gli appuntamenti della stagione del Teatro Lauro Rossi di Macerata promossa da Comune di Macerata e AMAT con il sostegno della Regione Marche e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

orlandoIl 29 e 30 novembre 2013 Marco Baliani e Stefano Accorsi affrontano insieme sul palcoscenico il capolavoro di Ariosto Orlando Furioso con Giocando con Orlando, una giostra poetica che sorprende lo spettatore tra sentimenti antichi e nostalgici e mirabolanti avventure. Dopo Macerata lo spettacolo, prodotto da Nuovo Teatro in collaborazione con Fondazione Teatro La Pergola, sarà in scena il 1 dicembre 2013 al Teatro Concordia di San Benedetto del Tronto.

La giostra è quella dei cavalieri paladini e maomettani che duellando, amando, scontrandosi e scornandosi, tradendo e infuriando, girano in tondo come figure di una macchina giostrante apparendo e scomparendo a seconda del girotondo che il gioco impone. La giostra è l’intera impalcatura dell’Orlando Furioso, un girovagare ciclico, rotondo, fiabesco dove le storie iniziano a girare guidate dalla musica delle parole in rima e di colpo si interrompono, si perdono, restano sospese, in attesa del prossimo giro, ritrovando il bandolo perduto, riprendendo il filo del racconto. Giostra è la sarabanda di parole, sempre cercate in rima, con cui vorticano e volteggiano, nel gioco antico del teatro, mondi, paesaggi, personaggi, sentimenti, passioni, furie e tradimenti.

A susseguirsi sulla giostra dello spettacolo sono dapprima Angelica e Orlando, poi Bradamante e Ruggero, coppie di amanti in fuga e in continuo inseguimento: la posta in gioco è l’amare e l’amore, amore braccato, tradito, sbagliato, dimenticato, sempre ostacolato, finché di rosso si tinge la giostra per l’amore infuriato di Orlando da gelosia posseduto.

Stefano Accorsi e Marco Baliani saltano su e scendono giù dai cavalli in corsa nella giostra (e cavallo alato è l’ippogrifo stregato) in un ludico e ironico carosello di corpi e voci dandosi l’un l’altro a volte la spinta dell’abbrivio a volte l’inciampo dell’ostacolo, cambiando modi e toni del parlare, narrando, monologando e dialogando.

Stefano è il cavalier narrante che tiene le fila dei tanti percorsi, incarnando in mutevole trasformismo tutti i personaggi, giostrando da par suo con sentimenti e passioni, risa furia e pianto in ciel volando tra delusione e incanto; Marco è un folletto saltellante che commenta, insinua, interrompe, suggerisce e spiazza, entrando e uscendo dalla tessitura del racconto, girando in tondo come un jolly errabondo.

Cristina Capodaglio

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