Parterre e asfalto

Il ritorno a casa di Harold Pinter.


Il ritorno a casa (The Homecoming) debutta all’Aldwych Theatre con la Royal Shakespeare Company e la regia di Peter Hall, il 3 giugno 1965, un anno particolarmente esaltante per la scena inglese, nel corso del quale esordiscono testi innervati da una forte vena polemica nei confronti della società e della politica: A Patriot for Me di John Osborne, Saved di Edward Bond, Black Comedy di Peter Shaffer.

il-ritorno-a-casaMa nessuno di questi lavori, entrati a pieno titolo nel repertorio contemporaneo, ha avuto la capacità di stabilire un collegamento diretto con il subconscio collettivo come Il ritorno a casa, con la sua rappresentazione della cieca violenza familiare e dell’irresistibile, atavico potere della femminilità. Interpretato dalla critica secondo i più disparati punti di vista (psicologico, etologico, linguistico, biografico), il suo pretesto narrativo è estremamente semplice: Ted, docente di un’università americana, porta la moglie Ruth a Londra per presentarla alla famiglia, composta dal padre Max, dallo zio Sam e dai fratelli Lenny e Joey, scatenando in questo nucleo familiare proletario reazioni sorprendenti.

Peter Stein vide Il ritorno a casa proprio nel 1965, rimanendo conquistato dalle possibilità espressive del testo, dai suoi dialoghi arguti e intelligenti e da una storia in cui i ruoli tradizionali venivano sovvertiti dall’unico personaggio femminile in scena.

Il grande regista tedesco dirige oggi questo viaggio divertente e terribile costruito da Pinter come un “giallo”, nel quale lo spettatore è chiamato a scoprire le verità nascoste: “Sin da quando ho visto la prima londinese, quasi cinquant’anni fa, – spiega Stein – ho desiderato mettere in scena Il ritorno a casa. È forse il lavoro più cupo di Pinter, che tratta dei profondi pericoli insiti nelle relazioni umane e soprattutto nel rapporto precario tra i sessi”.

Il ritorno a casa al Teatro Carignano di Torino dal 12 al 17 novembre 2013, di di Harold Pinter. Traduzione Alessandra Serra  con (in ordine di apparizione) Paolo Graziosi, Alessandro Averone, Elia Schilton, Rosario Lisma, Andrea Nicolini, Arianna Scommegna. Regia Peter Stein, scenografia Ferdinand Woegerbauer, luci Roberto Innocenti, costumi Anna Maria Heinreich,
assistente alla regia Carlo Bellamio. Teatro Metastasio Stabile della della Toscana/Festival dei 2Mondi di Spoleto 2013.

Cristina Capodaglio

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