Parterre e asfalto

Il gioco dei Re. Genova Teatro Duse.


Dal 6 al 24 Novembre 2013 il Teatro Stabile di Genova porta in scena al Duse lo spettacolo Il gioco dei re di Luca Viganò, con la regia di Marco Sciaccaluga e l’interpretazione di Antonio Zavatteri, Aldo Ottobrino, Alice Arcuri, Fabrizio Careddu, Cristiano Dessì, Alberto Giusta e Massimo Mesciulam. Scena e costumi di Guido Fiorato, musiche di Andrea Nicolini e luci di Sandro Sussi.

il gioco dei reDue personaggi storici, i cui nomi hanno risonanze mitiche per i cultori degli scacchi: il cubano José Raúl Capablanca e il russo Alexander Alexandrovic Alekhine. Il racconto di un’amicizia destinata a rovesciarsi nel suo opposto, sullo sfondo degli avvenimenti storici della prima metà del Novecento. La sfida tra il “re bianco” e il “re nero”. Da una parte, Capablanca, il quale aveva tutto (il talento e il titolo di campione del mondo, l’amore e la bella vita) e se lo lasciò sfuggire dalle mani un po’ a causa della propria incapacità di vivere in modo consapevole e un po’ perché il crollo della borsa di Wall Street nel 1929 e la Grande Depressione glielo portarono via; dall’altra, Alekhine, che passò tutta la vita a cercare di colmare con rabbia un vuoto esistenziale cominciato con l’espulsione dall’Unione Sovietica e culminato con l’abbraccio all’ideologia nazista.

Rappresentato in anteprima al Napoli Teatro Festival Italia, dove è stato accolto con grandissimo successo dal pubblico e definito dalla critica uno «spettacolo dal sangue blu», Il gioco dei re rinnova la collaborazione tra l’autore Luca Viganò (Genova 1968) e il Teatro Stabile di Genova, il quale ne aveva già messo in scena alcuni anni fa Galois. Storia di un matematico. Strutturato sul filo di una drammaturgia aperta, lo spettacolo procede attraverso una quarantina di scene (alcune anche molto brevi) in cui si alternano i luoghi più diversi: da un interno famigliare al Washington Square Park, dal porto di New York a una sala da torneo di scacchi, da una stanza d’albergo alla tolda di un transatlantico, Il gioco dei re racconta un’avventura umana in cui gli scacchi diventano metafora della vita tutta, il divenire di un’ossessione nella quale amicizia, amore e odio s’intrecciano nella quotidiana battaglia dell’esistenza e i sentimenti devono fare i conti con il razionale movimento dei pezzi schierati gli uni di fronte agli altri su una scacchiera di sessantaquattro caselle.

Pur con libertà nei confronti della loro biografia, Il gioco dei re ricostruisce in “flash-back” l’esistenza dei suoi due protagonisti, affidando al personaggio di un vecchio giocatore di scacchi, che per soldi sfida i passanti in un parco di New York, il ruolo del Coro che accompagna e commenta gli avvenimenti. Del “re bianco” Capablanca, nato a L’Avana nel 1988 e morto a New York nel 1942, la commedia mette in scena gli esordi precoci, i rapporti con il padre e la madre, la conoscenza e il matrimonio con Olga Choubaroff, la vittoria, contro il tedesco Emanuel Lasker, del titolo mondiale, che egli perse poi a opera di Alekhine (Mosca 1892 – Lisbona 1946), il “re nero”, senza riuscire più a raccogliere i soldi necessari per sfidarlo di nuovo.

Cristina Capodaglio

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