BettyBecco/Mostre

Maurizio Cattelan. Kaputt. Fondation Beyeler.


Maurizio Cattelan stupisce sempre. Geniale, irriverente, anti-aninalista, dissacratore, gerenatore di polemiche.

La polemica è diventata cinque volte superiore all’inaugurazione della mostra per la Fondazione Beyeler di Riehen in Svizzera quando l’8 giugno scorso i visitatori si sono visti davanti non uno, bensì cinque cavalli imbalsamati infilati alla parete quasi ad evocare Curzio Malaparte: Kaputt (con le scene tragiche dei cavalli dei soldati in ritirata dalla Russia finiti congelati in un lago finlandese) e Primavera, a ricordo della lirica descrizione della primavera sulle rive del lago finlandese.

I cinque cavalli  – scrive Francesco Bonami nel saggio della mostra – sono in qualche modo diversi dai singoli cavalli che Cattelan ha presentato in passato. Il cavallo solitario è una sorta di tentativo di fuggire la solitudine, sensazione che l’artista sta combattendo costantemente. Il salto, lo sforzo è delirante eppure eroico. I cinque cavalli trasformano invece l’illusione in panico, fuggono in una fuga precipitosa e lo sforzo individuale è una folla febbrile. Si tratta di un esodo quello a cui stiamo assistendo, non ad una ricerca di libertà. Come i cavalli di Malaparte in Finlandia che scappano dal lago ghiacciato, i cavalli di Cattelan non cercano la libertà, ma la sopravvivenza”.

Lui che ama gli asini ma che per dirla con le parole di Bonami, tante volte deve essersi sentito come uncavallo in trappola.

La retrospettiva alla Fondation Beyeler rimarrà allestita fino al 6 ottobre 2013.

Cristina Capodaglio

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3 thoughts on “Maurizio Cattelan. Kaputt. Fondation Beyeler.

  1. a dire il vero c’è un artista contemporaneo che dissemina omini con la testa che sparisce nei muri o con altre parti del corpo “invisibili”… forse solo una sincronicità (spero!)

    • Trovo Cattelan dissacratore e cmq geniale .Discutibile, come un’opera della quale parlerò prossimamente e che suscita ancora un grosso dibattito sull’etica e l’estetica dell’arte… basta stupire?

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