Parole di Marca/Teatro e dintorni

Le Troiane. Ascoli Piceno.


Si chiude il sipario l’11 agosto 2013 ad Ascoli Piceno sulla quindicesima edizione del TAU/Teatri Antichi Uniti, rassegna regionale di teatro classico promossa da Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Marche, AMAT, Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche e i Comuni di Ascoli Piceno, Falerone, Fano, Macerata, Monte Rinaldo e Urbisaglia.

troianeIl Teatro Romano di Ascoli Piceno ospita Le Troiane. Variazioni sul mito, uno spettacolo che porta in scena la guerra vista con l’occhio degli sconfitti nato dall’incontro di quattro attrici – Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Sandra Toffolatti e Mariangeles Torres, tutte diplomate all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma – che, dopo avere lavorato con alcuni tra i più grandi registi italiani, hanno deciso di confrontarsi con testi che raccontano un universo femminile diverso. “Il nostro allestimento de Le Troiane – scrivono le attrici nelle note allo spettacolo – si concentra su queste quattro figure femminili, quattro donne antiche e ancora capaci di raccontarci i segreti recessi della nostra costituzione profonda. Abbiamo cercato di rendere concreta e vitale la parola di Euripide, abbiamo lasciato che attraversasse i corpi di chi era in scena per lasciarla risuonare nella sua assoluta vibrante, tragica bellezza.”

Il pubblico prende posto in sala. La scena è spoglia, scandita da ciò che resta dopo la guerra. Un cumulo di vecchie valige, un tavolo divelto, sedie spaiate seminate attorno, resti di detriti e utensili, in fondo un muro coperto da vecchi drappi di tela. Una donna percorre la platea, smarrita, confusa. Si agita, e altre due la raggiungono a calmarla. E’ la fine della guerra e presto le donne rimaste saranno spartite dai vincitori. Poi le tre superstiti abbandonano il pubblico sotto il richiamo di una sirena, come se ancora qualcosa dovesse colpirle, come se ancora ci fosse qualcosa da cui potersi difendere. Le donne raggiungono il muro e tolgono i drappi. Ecco, su quel muro appaiono i volti di tutti quelli che la loro guerra ha ingoiato. È l’inizio della tragedia. Ecuba, Andromaca e Cassandra di lì a poco entreranno in contatto con Elena, colei che è stata la causa di ogni loro male. L’attesa per le loro sorti le porterà attraverso la loro memoria a gettare uno sguardo verso il tempo a venire, un tempo privo di senso, distante da ogni legame con il mondo che fino ad allora avevano conosciuto. In quest’attesa ognuna delle quattro cercherà di trovare il modo di sopravvivere, portando via con sé, nella propria valigia ciò che gli consentirà di farlo. Per Cassandra sarà la vendetta, per Andromaca l’amore per il proprio figlio, per Elena la bellezza, e per Ecuba la memoria di ciò che è stato, di quello che ora è, e di cosa sarebbe potuto essere.

Lo spettacolo è prodotto da Mitipretese (Mandracchia, Reale, Toffolatti, Torres) in collaborazione con Artisti Riuniti. La drammaturgia e regia sono di Mitipretese e Luigi Saravo, le scene di Emanuele (Lele) Silvestri, gli oggetti ed elementi di scena di Bruna Calvaresi, i costumi di Annamaria Porcelli e le musiche di Francesco Santalucia.

Cristina Capodaglio

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