Scatola a 5 lati

Laura Morante. Il pranzo di Babette.


Laura Morante in scena il 9 agosto 2013 al Teatro Concordia di  San Benedetto del Tronto, Ascoli Piceno, con Il pranzo di Babette, spettacolo che chiude l’edizione 2013 di Open Sea il festival estivo realizzato da Comune e AMAT con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Marche.

L’inquieta e appassionata attrice che esordì giovanissima al fianco di Carmelo Bene, dà ora voce al celebre racconto di Karen Blixen centrato sul tema del contrasto tra umane fantasie e convenzioni dell’agire in una straordinaria lettura scenica guidata dalla regia di Daniele Costantini.

Il pranzo di Babette, del 1958, fu firmato con lo pseudonimo di Isak Dinesen e pubblicato in Italia nella raccolta “Capricci del destino” nel 1962. Il film omonimo del regista Gabriel Axel nel 1987 ottenne la menzione speciale della giuria Festival di Cannes vincendo l’anno dopo il Premio Oscar come miglior film straniero.

CB amletoLa cuoca parigina Babette Hersant, crollati gli ideali rivoluzionari della Comune di Parigi del 1871,  arriva esule in un piccolo villaggio della Danimarca.  Trova ospitalità a casa delle anziane figlie di un pastore luterano, Martina e Filippa, chiamate così in onore a Martin Lutero e al suo amico Filippo Melantone, che vivono nella dedizione al prossimo in osservanza delle regole imposte dal padre.  Babette fa loro da governante e le aiuta nelle opere di carità. In un mondo così grigio e frugale, il potere visionario della communard Babette trionfa, paradossalmente e orgogliosamente.

“Grande genio culinario”, per disimpegnarsi e sdebitarsi, organizza un sontuoso pranzo che ben presto si trasforma in una “specie di avventura amorosa, una di quelle nobili e romantiche in cui non si distingue più tra la fame, o la sazietà del corpo e quella dello spirito!” dimostrando che “un artista non è mai povero”.

Open Sea 2013 aderisce all’iniziativa nazionale Posto Occupato, un progetto di Maria Andaloro per non dimenticare le donne vittime di violenza. Un posto è riservato a loro. Non ci sarà nessuno seduto ma non rimarrà vuoto: un oggetto qualunque resterà ad occuparlo, “per essere tutti testimoni – dice l’ideatrice dell’iniziativa – di un’assenza che sarebbe dovuta essere presenza”.

Cristina Capodaglio

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