Teatro e dintorni

FRANCA RAME. “SESSO?GRAZIE, TANTO PER GRADIRE”.


È un lavoro ‘corale’ e fra i più acuti della famiglia Fo, “Sesso? Grazie, tanto per gradire” che Alessandra Faiella propone il 5 agosto 2013 al Teatro Concordia, secondo appuntamento di Open Sea 2013, cartellone realizzato da Comune e AMAT con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Marche.

faiellaTratto dal libro Lo Zen e l’arte di scopare di Jacopo Fo (forte di oltre 300mila copie vendute) e riscritto dallo stesso Jacopo con il padre Dario e la madre Franca Rame Sesso? Grazie, tanto per gradire debuttò nel novembre del 1994 con una straordinaria Rame in scena. In un primo tempo il monologo fu vietato ai minori. Ma la mobilitazione sulla stampa e un ricorso legale riuscirono dopo due mesi a far togliere la censura. Nelle Marche andò in scena a Fano, Tolentino, Porto San Giorgio e Senigallia, iniziando il giro nel gennaio ‘95 proprio da San Benedetto.

“L’amore è una cosa meravigliosa – scriveva allora la Rame nella presentazione – a volte però non è facile. Abbiamo paura anche delle parole. A scuola non ci insegnano niente sul sesso e sull’amore. Poi nella vita si ha raramente il tempo e la voglia di porsi troppe domande. Non ci si chiede: di che cure ha bisogno? devo fargli il tagliando ogni diecimila chilometri? l’amore germoglia in primavera? va annaffiato e zappettato? si parla tanto di sesso, ma non si dice l’essenziale. Non migliorerebbe la nostra vita se fossimo più coscienti del nostro corpo e dei nostri sentimenti? Come potrebbe una persona che vive gioiosamente l’amore maltrattare un bambino, violentare una donna, uccidere?” 

Alessandra Faiella ha rimesso in scena la pièce con la regia di Milvia Marigliano. “Ricordo di avere visto Franca – dice –  recitare questo testo al Teatro di Porta Romana anni fa. Fu una folgorazione. Come era possibile, mi chiedevo, parlare di orgasmo, verginità, impotenza, frigidità senza mai una volta cadere nella volgarità, e, cosa ancora più difficile, senza mai divenire banali e facendoci rotolare dalle risate? Attraverso una sorta di “allegra terapia di gruppo” lo spettacolo propone un’esilarante smitizzazione di tutti i tabù che ancora imperversano nella nostra cultura e impediscono un approccio più libero alla sessualità e al rapporto fra i sessi. Far ridere facendo pensare: chi meglio di Jacopo, Franca e Dario poteva aiutarmi nell’impresa?”

Open Sea 2013 aderisce all’iniziativa nazionale Posto Occupato, un progetto di Maria Andaloro per non dimenticare le donne vittime di violenza. Un posto è riservato a loro. Non ci sarà nessuno seduto ma non rimarrà vuoto: un oggetto qualunque resterà ad occuparlo, “per essere tutti testimoni – dice l’ideatrice dell’iniziativa – di un’assenza che sarebbe dovuta essere presenza”.

Cristina Capodaglio

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