Mostre

MAXXI ROMA. Francesco Vezzoli.


Grande retrospettiva di Francesco Vezzoli al Maxxi di Roma che riusnisce quindici anni di lavori con un occhio al passato e l’auto-celebrazione.

Il titolo è niente di meno che “Galleria Vezzoli” e sarà possibile vederla sino al 24 novembre 2013.

vezzoliAnna Mattirolo, direttore MAXXI Arte e curatore della mostra -. “Vezzoli affronta, nei suoi modi, un tema per noi oggi centrale, il ruolo del Museo e lo fa attraverso le più classiche modalità di presentazione: galleria degli autoritratti, degli arazzi, delle sculture. Parodiando un museo tradizionale dell’800, l’artista ci invita a ragionare sulla funzione del Museo oggi, in bilico tra “museo tempio” e “museo usa e getta”: una riflessione sul mondo dell’arte contemporanea e sullo star system che gli ruota intorno, a cui è ormai difficile sottrarsi”.

In maniera sorprendende Vezzoli mette in opera il suo tentaivo di testimoniare il potere e la sua decadenza, come nel film  La grande bellezza di Paolo Sorrentino. In passato riprendeva e sezionava il divismo e oggi lo esprime attraverso le sculture finto romane, finto canoviane, pseudo berniniane, i suoi assemblaggi tra antico e moderno che evocano estetica e disfacimento.

La mostra di Vezzoli valicherà l’oceano facente parte di “The Trinity” che coinvolge il PS1 di New York e il MOCA di Los Angeles.

Al MAXXI Vezzoli ha creato il suo museo nel museo, una mostra che raccoglie in 90 opere quasi un ventennio di produzioni, un percorso dai molti livelli, dalle molteplici letture, la prima delle quali è proprio nel dialogo tra la struttura del  museo, il serpentone argentato di  Zaha Hadid e quel passato trieste e opulento che Vezzoli ama rileggere.

Con evidente ironia il titolo della mostra è “Galleria Vezzoli” evoca le grandi gallerie romane del passato e quelle ottocentesche che trasformane le avveniristiche gallerie 2 e 3 del MAXXI in un tripudio di damaschi rossi, nicchie, stucchi e sculture classicheggianti, ricami a piccolo punto, gli arazzi e le fotografie, i video, le installazioni e le sculture.

Da ultima una galleria dedicata agli autoritratti, celebrativi-kitsch, come quello che lo ritrae da imperatore romano. Senza prendersi sul serio egli c’interroga sulla sacralità dell’arte, sul tempo, la comunicazione e il culto dell’immagine e per l’immagine.

Cristina Capodaglio

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