Mostre

Edvard Munch. Oslo celebra il pittore.


Oslo celebra i centocinqunt’anni della nascita del famoso pittore dell’Urlo, Edvard Munch, con una straordinaria mostra a lui dedicata sino al 13 ottobre 2013 e allestita fra la Galleria Nazionale ed il Munch-Museum.

Ben quattro i curatori dell’evento, Nils Ohlsen del Museo Nazionale d’Arte, Architettura e Design, Mai Britt Guleng del Museo Nazionale d’Arte, Architettura e Design, Jon-Ove Steihaug  e Ingebjørg Ydstie del Museo Munch, che hanno allestito la mostra con duecentosettanta opere eseguite in sessant’anni di produzione artistica di Munch.

MunchTra i capolavori esposti troviamo le ricostruzioni quasi complete delle serie dei dipinti che compongono il Fregio della Vita (realizzato dal 1902 come serie che include anche l’Urlo), e il Fregio Reinhardt (1906-1907), una lunga sfilata di autoritratti e dipinti che Munch, con un suo personale metodo ha modificato, riperso, rielaborato nel corso degli anni.

Lo spettatore avrà modo di vedere la continua sperimentazione del pittore, la sua rabbia e malinconia, la misoginia che trasformava le donne in vampiro, l’adolescenza malata,  l’angoscia esistenziale.

Naturalmente è possibile ammirare le opere più importanti di Munch raccolte nei due musei: alla Galleria Nazionale ci sono le opere giovanili 1882-1902, mentre al museo Munch quelle della maturità 1904 – 1944, corredate dai prestiti provenienti da istituzioni pubbliche e private norvegesi e internazionali.

Inoltre sono compresi una cinquantina di fragili disegni, che aiutano il pubblico più attento a sondare l’elaborazione del pensiero creativo dell’artista.

Tuttavia l’Urlo rimane l’opera dei record in ogni senso, dato che poco più di un anno fa venne battuto all’asta di New York per la cifra di 120 milioni di dollari),  una delle immagini più pubblicizzate, riconosciute, chiacchierate, rubate e ritrovate dell’arte moderna e come la Gioconda per il Louvre è l’attrazione principale della mostra, motivo  di corse affannate pur di vederlo, rischiando di perdere la bellezza di tutte le altre opere.

Neanche fosse così bello, l’Urlo! Scrisse Munch tra le sue note: “Stavo camminando con due amici sulla strada, poi il tramonto. Improvvisamente il cielo si tinse di rosso sangue ed ero preso da un sentimento di tristezza. Un dolore straziante al petto mi opprimeva. Mi fermai e mi appoggiai alla ringhiera, incredibilmente stanco”. E più avanti: “Sentivo l’immenso, infinito urlo della natura“.

Cristina Capodaglio

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