Mostre

Novecento. Mostra a Forlì.


Si è aperta il 2 febbraio 2013  la mostra di Forlì, nei Musei San Domenico, intitolata Novecento, un anno dopo quella dedicata a Adolfo Wildt artista degli anni Venti. La mostra mette l’accento su una congiuntura della creatività nel “secolo breve”, a seguito della devastazione della “grande guerra”, l’affermarsi dell’ideologia fascista e la crisi delle avanguardie come il Futurismo, che determinò l’ultima ondata di disfacimento dell’ideale classico iniziato con il Romanticismo ed accentuatosi con l’Impressionismo e i movimenti come il Divisionismo e il Simbolismo.

Gli artisti desideravano un “ritorno all’ordine”, cercando una sintesi nuova che partisse dalle basi granitiche della classicità. Carlo Carrà:“Una solida geometria di oggetti, una nuova classicità di forme”, mentre De Chirico concludeva il suo scritto programmatico sul ritorno della figura umana esclamando: “Pictor classicus sum”.

mostra forli novecentoIl regime fascista benedisse tale arte, volta a rinvigorire il mito dell’antichità riplasmato secondo le convenienze dell’ideologia contemporanea. Chiaramente molti artisti furono complici del  regime per ottenere importanti commissioni sulle opere di architettura pubblica, sulla pittura murale e scultura monumentale; i nomi più importanti parteciparono alle rassegne tese all’affermazione di un’arte di stato come furono la prima (1926) e la seconda (1929) mostra del Novecento Italiano; la grande mostra della Rivoluzione Fascista, allestita a Roma nel 1932-1933 in occasione del decennale della marcia su Roma; la V Triennale di Milano (che vide la consacrazione della pittura murale intesa come arte nazionalpopolare volta a far rivivere una tradizione illustre); la rassegna dell’ E42 di Roma. Testimonianza di tali mostre viene esposta a Forlì.

Ma l’altezza della loro arte non può essere negletta o appiattita su ragioni ideologiche, precisa una nota di presentazione, dato che in quegli anni nacque il made in Italy, il design delle  Triennali milanesi ampiamente riproposto con la riproduzione industriale.

La mostra di Forlì offre la possibilità di vedere dipinti, sculture, cartoni per affreschi, opere di grafica, cartelloni murali, mobili, oggetti d’arredo, gioielli, attraverso i maggiori artisti dell’epoca che spaziano tra Metafisica, Realismo Magico, grandi mitologie. I nomi sono: Severini, Casorati, Carrà, De Chirico, Balla, Depero, Oppi, Cagnaccio di San Pietro, Donghi, Dudreville, Dottori, Funi, Sironi, Campigli, Conti, Guidi, Ferrazzi, Prampolini, Sbisà, Soffici, Maccari, Rosai, Guttuso, e scultori come Martini, Andreotti, Biancini, Baroni, Thayaht, Messina, Manzù, Rambelli. E, imperdibili, gli splendidi mobili e gli altri oggetti di arredo disegnati da Piacentini, Cambellotti, Pagano, Montalcini, Muzio, Gio Ponti e i gioielli di Alfredo Ravasco.

Da non perdere sino al 16 giugno 2013.

Cristina Capodaglio

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