Mostre

Julian Schnabel. Mostra a Foligno.


Foligno ospita al CIAC, Centro Italiano Arte Contemporanea, sino al 23 giugno 2013 quattordici opere in gran parte mai esposte in Italia, di Julian Schnabel, riconosciuto come uno degli artisti contemporanei più influenti.

L’ artista americano è noto al grande pubblico anche per la sua attività di regista che gli ha permesso di conquistare nel 2007 il premio alla regia al festival di Cannes per il film Lo scafandro e la farfalla.

SchabelI suoi dipinti conservano una  potenza espressiva che coinvolge lo spettatore sia per la sua immediatezza che per i suoi riferimenti con gli artisti che lo hanno preceduto. Difatti è possibile distinguere rimandi a Jackson Pollock o dei Cy Twombly, di Picasso e Gaudì e di quei precursori espressionisti che furono El Greco e Tintoretto.

Schnabel è riuscito a farsi classificare nella schiera dei classici per la sua capacità di dialogare col tempo e con lo spazio.

Nasce a Brooklin, New York, nel 1951 e si laurea nel 1973 in Belle Arti all’Università di Houston.Allestisce la sua prima mostra nel 1976 al Contemporary Arts Museum di Houston. Nel 1979 presenta due mostre personali alla famosa Galleria Mary Boone di New York, realizzando dipinti a cera e su lastra. I critici celebrano il suo lavoro definendolo “il ritorno alla pittura” (fino ad allora data per morta) e nel 1980 vediamo la sua prima partecipazione alla Biennale di Venezia, dove conosce Francesco Clemente. Comincia a sviluppare una pittura “selvaggia” e gestuale per cui i critici coniano l’espressione neo-espressionista. E integra nei suoi quadri oggetti rinvenuti, usati, esposti alle intemperie, che divengono elemento essenziale del suo lavoro. Lavoro oggi esposto in alcuni dei più prestigiosi musei del mondo. Nel 1995 realizza un film sul suo amico pittore Jean Michel Basquiat, si apre per lui la carriera parallela di regista che gli porterà eguali soddisfazioni.

A Foligno troveremo esposti quattordici lavori di grandi dimensioni dal 1985 al 2008: otto di questi appartengono al gallerista Gian Enzo Sperone e e le restanti sei, sempre di grandi dimensioni, appartengono a un collezionista milanese che ha accettato di prestare le sue opere al CIAC per completare il percorso della mostra. Tre opere sono state esposte a Roma a Palazzo Venezia nella mostra del 2007, le tre altre non sono mai state esposte. Tra questi sei lavori un capolavoro JMB realizzata dopo la tragica morte per overdose dell’amico Basquiat, esposta una sola volta a Toronto e richiesta a New York per la fine dell’anno, che rappresenta, come scrive Italo Tomassoni : “Il culmine del suo linguaggio e della sua accorata testimonianza. Emozione, visionarietà, passione ed evocazione potente e tragica. La tensione spirituale dell’artista si misura in quest’opera  trasfigurando il ricordo con il  tragico quotidiano che  trova nella tela un memoriale d’oltretomba che trascorre incessante dal qui all’altrove“.

Cristina Capodaglio

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