Teatro e dintorni

Senza Fine. Urbino Teatro.


Si è conclusa ieri, 31 maggio 2013, la rassegna TeatrOltre, dedicata alla scena contemporanea promossa da Comune di PesaroComune di UrbinoAMAT con il contributo di Regione Marche e Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

senza Urbino ha  ospitato  Senza fine di Erica Montorsi, uno spettacolo della Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti (che ospita la rappresentazione) che nasce dall’incontro tra un testo operistico seicentesco e un saggio dei nostri giorni di Jean Baudrillard.

L’intimidazione religiosa e la minaccia dell’inferno, presenti nel libretto Il ballo delle ingrate musicato da Claudio Monteverdi del 1608, si mescolano al linguaggio profetico, infuriato e indignato di Baudrillard e del suo testo Lo scambio impossibile. In Senza fine i due lavori deflagrano, suggerendo un sistema in cui la distinzione di causa e fine, di giusto e sbagliato collassano, facendo diventare il mondo enigmatico. L’incertezza diventa qui la regola del gioco e l’ironia l’ultimo bagliore prima dell’estinzione.

«Il ballo delle ingrate e Lo scambio impossibile sono stati centrifugati insieme in un ballo impossibile e in uno scambio di ingratitudini. Per costruire Senza fine – scrive Francesco Calcagnini docente della Scuola di Scenografia – si è attinto e spinto, si è trasfigurato e mortificato. Il ballo delle ingrate, libretto musicato da Claudio Monteverdi del 1608, è un microcosmo di inumanità in cui compaiono solamente esseri ultraterreni, in cui la crudeltà divina raggiunge una brillantezza squisita impossibile agli uomini, (se non consideriamo che quel dio è un prodotto dell’uomo). Il testo è in linguaggio operistico seicentesco, bisognoso di parafrasi e soggetto a incomprensioni, pieno di metafore e di allusioni. Oggi l’intimidazione religiosa e la minaccia di un inferno in cui essere dannati per sempre hanno poca presa su di un pubblico di quattro secoli dopo. E l’espediente di rivolgersi direttamente ad esso puntando il dito risulta debole perché le persone sono abituate a sentirsi rivolgere apertamente la parola dalla comunicazione, sia dal palco di un teatro o dalla quotidiana televisione.

Eppur qualcosa c’è. Come oliare il meccanismo? Lo spettacolo non vuol essere un monito, non è una festa danzante, non è un lamento… Cos’è? Non era nelle intenzioni mettere Lo scambio impossibile in comunione con un testo teatrale ben composto e chiuso come Il ballo delle ingrate, ma è stato senz’altro utile servirmi degli strumenti che mette a disposizione.»

Cristina Capodaglio

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...