Mostre

I Brueghel. Roma, Chiostro del Bramante.


Le meraviglie degli artisti fiamminghi che operarono fra il XVI e il XVII secolo sono in mostra al Chiostro del Bramante Roma sino al 2 giugno 2013. Un numero consistente di opere, più di cento, sono arrivate nella Capitale opere per concessione di prorpietari a livello internazionale e quindi difficilmente visibili al pubblico.

Un cenno di appartenenza a una tale dinastia viene riservato a Hieronymus Bosch, pittore che ha dettato lo stlle al più importante artista fiammingo, Pieter Brueghel il Vecchio, il capostipite (1520/25-1569, detto Pieter Brueghel I). La sua opera è costituita da paesaggi animati da contadini dediti ai loro umani, tramite l’ausilio di proverbi, detti popolari, in modo da tutto interrogarsi sulla condizione dell’uomo e del mondo reale con una critica  tagliente e provocatoria, non facile da interpretare, ma incredibilmente moderna.

pieter-brueghel-wedding-danceNaturalmente è presente anche Pieter Brueghel il Giovane (1564-1637/8, detto Pieter Brueghel II), che fu  un prodigio nel copiare le opere del padre grazie alla sua eccellente tecnica, volta a semplificare e la pittura in genere, grazie anche alla caricatura. Proseguì sino al 1616 nella tradizione paterna ampliandola con nuovi temi, mentre nello stesso anno realizzò la sua prima versione di Festa del villaggio che divenne il tema dominante del suo lavoro fino alla morte.

Un altro autore è Jan Brueghel il Vecchio (1568-1625, detto Jan Brueghel I), figlio di Pieter Brueghel il Vecchioe fratello di Pieter il Giovane. Jan arrivò anche in Italia, ebbe come protettore il cardinale Federico Borromeo e si dedicò ampiamente alla natura morta, caratteristica che gli fece guadagnare il soprannome di “Brueghel dei fiori”.

Jan I lascerà un figlio: Jan Brueghel il Giovane (1601-1678, detto Jan Brueghel II), anche lui artista di grido e abile amministratore del patrimonio ereditato, questi ebbe undici figli: sette maschi, cinque dei quali divennero pittori. Al Chiostro del Bramante s’incontreranno quasi tutti: le opere floreali di Jan Peter Brueghel (1625-1680 ca.) i paesaggi di Abraham Brueghel (1631-1697), gli animali, i fiori e gli insetti di Jan van Kessel I (1626-1679 – figlio di Paschasia, sorella di Jan Brueghel il Giovane) e poi i lavori dei figli Jan II e Ferdinand. Ancora, le nature morte del poco conosciuto Ambrosius Brueghel (1617-1675) e infine i lavori di David Teniers il Giovane (1610-1690; detto David Teniers II – legato alla dinastia per aver sposato Anna, figlia di Ambrosius). Il giovane Teniers fu un artista di enorme successo. Pittore di corte dell’arciduca Leopoldo Gugliemo e di Giovanni d’Austria, spopolò con le sue scene di genere, di vita agreste e di taverne, come Contadini in una taverna, nella quale si ritrae come un villano intento a bere e fumare. Il marchio di fabbrica dei Brueghel aveva così superato i cento anni.

Curata da Sergio Gaddi e Doron J. Lurie, conservatore dei dipinti antichi al Tel Aviv Museum of Art, la mostra è parte di un progetto internazionale che approda nella capitale in una versione inedita.

Cristina Capodaglio

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