Parterre e asfalto

L’ORIGINE DEL MONDO. RITRATTO DI UN INTERNO.


TeatrOltre – rassegna dedicata alla scena contemporanea promossa da Comune di Pesaro, Comune di Urbino, AMAT con il contributo di Regione Marche e Ministero per i Beni e le Attività Culturali – ospita il 23 maggio 2013 al Teatro Sperimentale di PesaroL’origine del mondo. Ritratto di un interno “scritto e diretto da Lucia Calamaro.

origine del mondoSi tratta di un pluripremiato spettacolo rivelazione in 3 atti (Donna melanconica al frigorifero, Certe domeniche in pigiama e Il silenzio dell’analista): Premio Ubu 2012 come “Nuovo testo italiano o ricerca drammaturgica a Lucia Calamaro”, Premio Ubu 2012 per la “Miglior Attrice a Daria Deflorian”, Premio Ubu 2012 ex aequo per la “Miglior Attrice non protagonista a Federica Santoro”.

La pièce conduce in un mondo fatto di elucubrazioni e quotidiano: una famiglia che ha l’abitudine di scandagliare il reale mentre mangia, chiacchiera, si veste; una casalinghitudine filosofica che sbatte contro la propria comicità grazie a una lingua teatrale e avvolgente. L’interno ritratto è la casa, dove vivono una madre e una figlia, arrivano altri personaggi della costellazione familiare, dove interviene programmaticamente la figura di una psicanalista, dove gli elettrodomestici sono simili a ingombranti, monumentali divinità. Ma quell’interno è ancora di più un universo interiore umano così rovistato, malmesso e storto che riesce di nuovo a essere solo grazie alla reinvenzione di un suo racconto.

“C’è qualcosa di incontenibile, di genialmente abnorme nella scrittura di questa autrice – scrive Renato Palazzi, sulle pagine de “Il Sole 24 Ore” – dotata di una personalità per vari aspetti unica nel teatro italiano, che riesce a rendere in qualche modo assoluti anche i dettagli più insignificanti della minuta quotidianità dei personaggi. Come si può definire il ciclo di quattro testi raccolti insieme ne L’origine del mondo? Un grande affresco sul tormento dei rapporti familiari, in particolare sul travagliato, soffocante legame madre-figlia? La rappresentazione – anche ironica, a tratti buffa – di un’impari lotta per sfuggire alla depressione? Un’acre riflessione sull’impotenza della psicanalisi? Lo spettacolo è un po’ tutto questo, ma è soprattutto una lancinante discesa nel dolore, un dolore senza nome, senza fine, senza una causa apparente che lo motivi”.

Lo spettacolo – interpretato da Daria Deflorian, Federica Santoro e Daniela Piperno – è prodotto da ZTL-pro in coproduzione con Armunia e Santarcangelo 41 Festival internazionale del teatro in piazza, in collaborazione con Fondazione Romaeuropa, Palladium Università Roma Tre, Teatro di Roma e con il contributo di Provincia di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali.

Cristina Capodaglio

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