BettyBecco

Le Donne cambiano la storia, cambiamo i libri di scuola.


Mila Spicola è una insegnante di scuola media nella periferia di Palermo e ha lanciato la petizione ” Le Donne cambiano la storia, cambiamo i libri di scuola”, per chiedere di far inserire nei libri di testo scolastici la vicenda di Franca Viola, la prima donna a denunciare uno stupro in Italia.

Spicola: “È una richiesta che rivolgo al Presidente Napolitano per compiere un primo passo e introdurre nella scuola italiana metodi e insegnamenti secondo un’ottica di genere, per promuovere sane relazioni uomini e donne fin da bambini.”

Franca-ViolaIn Europa già si fa e adesso è stata adottata come strategia comunitaria, cioè che la scuola sia organizzata e modulata secondo un’ottica di genere.

Per cui l’Italia dovrà adeguarsi.

L’Italia è all’87° posto al mondo per le politiche di genere. Siamo ben oltre “l’area comunitaria” per provvedimenti che promuovono la parità. Quello che noi vediamo, le discriminazioni, le disuguaglianze, fino alle violenze e i femminicidi, sono il segno anche di ciò che non si fa in campo educativo e scolastico nella predisposizione di mezzi di sensibilizzazione e di lotta contro gli stereotipi.

Ci sono una serie di azioni scolastiche sono utili a promuovere una crescita sana e rispettosa dei ragazzi e delle ragazze pur nella diversità. Metodologie diverse, sensibilizzazione dei docenti, materie specifiche, manuali specifici per i docenti e soprattutto cambiare i libri di testo dei ragazzi.

Sono provvedimenti complessi però qualcosa si può fare subito per aprire la via e cambiare rotta. Ecco il senso della petizione, aprire la via. Non vuole essere una soluzione, ma lo spunto. Inserire nei libri di storia la vicenda di Franca Viola è l’inizio di un percorso per indicare la necessità di un nuovo orientamento nella redazione dei testi scolastici e nell’insegnamento.

Mila Spicola lo chiede a Napolitano nella petizione: introdurre la vicenda di Franca Viola nei libri di storia. Come primissimo passo, parziale certo, limitato, ma che sia l’inizio di un percorso che porti a ridisegnare la scuola e la Storia in senso moderno e civile.

Cristina Capodaglio

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