Parterre e asfalto

Pirandello. L’Innesto genera Fremito.


Fremito, una drammaturgia di Alessandro Marinelli tratta da L’Innesto di Luigi Pirandello e realizzata da Teatro C.A.S.T.  è il prossimo appuntamento del 24 marzo 2013 al Teatro Valdaso di Pedaso, Ascoli Piceno, inserito nel cartellone promosso dal Comune con la Rete dei Teatri Comuni della Provincia di Fermo insieme all’AMAT e con il patrocinio di Legambiente Marche e il contributo di Regione Marche e MiBAC. La regia è dello stesso Alessandro Marinelli e gli interpreti sono Valter Finocchi, Rossana Candellori, Silvia Maria Speri, Luciano Ciampini, Monica Urbini, con le  luci di Pietro Cardarelli e  le scene di Tommaso Tosti.

teatro-fremitoFremito trae spunto dalla commedia L’innesto, testo minore e poco rappresentato di Luigi Pirandello che affronta il tema per l’epoca ardito dello stupro che determina una gravidanza, a cui segue il dilemma sull’aborto.

«Fremito indica il sussulto convulso delle membra – scrive Alessandro Marinelli nella presentazione –  ma anche il ruggito delle belve feroci, o ancora il rumore inquieto delle onde che si increspano o delle foglie agitate dal vento. Fremito è tumulto dell’animo che si riverbera sui corpi fino a squassare ogni singola fibra dell’essere. L’intero sottotesto de L’innesto mi sembra pervaso da questo fremito. Ad ogni lettura si fa sempre più chiara la natura sanguigna della passione che lega Giorgio a sua moglie Laura, e perciò stesso l’impossibilità di accettare la macchia che il destino ha tragicamente gettato sul loro idillio. C’è un conflitto insanabile che proprio l’amore, paradossalmente, alimenta e tiene in vita, un conflitto ora sotterraneo ora palese, ma pur sempre violento, che i due personaggi sono costretti a vivere fino in fondo, senza riserve, entrambi al contempo vittime e carnefici. La drammaturgia di Pirandello azzarda una conciliazione, mentre io voglio fermarmi prima, voglio lasciare una porta aperta al dubbio, voglio pormi delle domande. L’amore vince su tutto? L’amore cancella ogni cosa? Quanto può sopportare l’amore?».

Cristina Capodaglio

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