Scatola a 5 lati

Lella Costa presenta ARIE.


Lella Costa presenta il suo spettacolo Arie il 16 marzo al Teatro Goldoni di Corinaldo, Ancona, nella stagione realizzata da Comune e Amat e con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Marche.

lella-costaG«Nel 2010 – scrive l’attrice milanese nella nota di presentazione di Arie –  gli Amici del Conservatorio di Milano hanno deciso di insignirmi del premio “Una vita per la musica”, insieme a Luciana Serra e Liliana Cosi. Lì per lì ho pensato si fossero sbagliati: macchè, me l’hanno confermato.La motivazione era, tra l’altro, bellissima e coglieva nel mio lavoro qualcosa “che aveva a che fare con la musica / e il modo in cui la musica scorre, emblema della vita / e come non puoi isolare una sola nota e dire / se va bene o no: devi aspettare / che sia finita”. Questi versi di John Ashbery, scoperti mentre lavoravo al copione del mio spettacolo  Ragazze, alla luce di quel premio acquisivano un valore e un significato ancora più preciso. Sono andata a rileggermi i copioni dei miei spettacoli per verificare se davvero in ognuno di loro ci fosse, più o meno esplicito, più o meno consapevole, qualcosa “che aveva a che fare con la musica”. C’era la costante presenza non solo come semplice colonna sonora, ma proprio come voce altra, come interlocutore e comprimario e complice di palcoscenico; e c’erano anche, in ogni testo, dei brani costruiti con una scansione metrica che li rendeva molto più simili a uno spartito che a un copione, a un assolo che a un monologo . Piccole romanze recitate: Arie. Riproporle, oggi, non vuole essere soltanto una sorta di rivisitazione antologica, ma anche e forse soprattutto un’occasione per cucire insieme momenti in apparenza lontani e diversi e magari scoprire  sì, c’è un filo che li unisce, ed è saldo, e regge al tempo e all’usura. Quanto al colore, non può essere che “rosso Marras”, il “ligazzo rubio” che da qualche anno avvolge di bellezza i miei abiti di scena, e non solo. E poi a tutto questo materiale, che è ricco e vivo e vibrante di suo, non posso non sommare il meraviglioso regalo che è stato, in questi ultimi anni soprattutto, lavorare con i musicisti vivi e dal vivo, sul palco e in sala d’incisione: Paolo Fresu, Stefano Bollani, Rita Marcotulli, Furio Di Castri, Paolo Damiani, Danilo Rea, Antonello Salis, Bebo Ferra. Per non parlare delle incursioni nella musica classica, con Ruggero Laganà, Giorgio Mezzanotte, Rosetta Cucchi. Insomma: ho un curriculum, e intendo farlo valere. E chissà che non trovi anche il coraggio di andare a riscuotere la promessa pronunciata in presenza di testimoni da Paolo Conte, qualche tempo fa, di scrivere qualcosa “per la soubrette che è in me” (testuale). In fondo è stato lui -il Maestro che è nell’anima- a dichiarare che per fare musica “ci va carattere e fisarmonica, senso del brivido e solitudine”: almeno due elementi su quattro mi appartengono profondamente».

Cristina Capodaglio

 

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