Parole di Marca/Scatola a 5 lati

Scene da un matrimonio. Nei Teatri delle Marche.


Due coniugi innamorati e infelici, sinceri e infedeli, appagati e insoddisfatti: Scene da un matrimonio è il racconto di una crisi matrimoniale come tante altre, originata da un groviglio di reticenze e incomprensioni, egoismi e debolezze, paura di ferire, insomma, incapacità di uscire da se stessi e, nello stesso tempo, incapacità di prescindere davvero dalla sofferenza dell’altro. Dopo parecchi anni e un sofferto e lungamente rimandato divorzio, dopo che entrambi si sono risposati, e, nel frattempo, sono mutate le valenze dei ruoli, li ritroviamo, infine, in una casa chissà dove, felicemente a letto insieme. Un finale aperto, da grottesca pochade. Dimenticate Bergman. E quella palestra claustrofobia di conflitti e psicodrammi che si dibattevano all’interno della coppia in Scene da un matrimonio. Dimenticate pure la prodigiosa tensione della messinscena, del 1997, della coppia Lavia-Guerritore. L’attuale versione teatrale di Alessandro D’Alatri, vira decisamente verso la commedia, genere congeniale al regista cinematografico, mostrandoci una radiografia moderna del rapporto di coppia ambientata nell’Italia a noi contemporanea, volendo sollecitare quel meccanismo di identificazione negli spettatori, ma senza spiazzarli.

scene“L’idea di “riproporre” sulla scena un progetto come Scene di vita coniugale – afferma il regista Alessandro D’Alatri – è estremamente stimolante. Lo è per una molteplicità di aspetti. Comincerei dal fatto che è un testo divenuto icona internazionale intorno alle complessità delle relazioni uomo donna e in particolare di quelle matrimoniali. Un altro aspetto è che propone un linguaggio “cinematografico” già dal titolo del capolavoro realizzato poi da Bergman: Scene da un matrimonio. Viene già voglia di proseguire quella indicazione con il linguaggio tipico della sceneggiatura da cinema tipo: interno, sera, ecc… Aggiungo che è una pièce assente dalle scene italiane da molto tempo. È un testo che invita ad una proposta nei confronti del pubblico attraverso una rilettura dei comportamenti in chiave contemporanea e contestualizzata alla nostra cultura. Molti giovani non conoscono l’opera e forse nemmeno il film, ma sono sicuramente un target estremamente sensibile alla tematica. Parlo di giovani ma non solo. Il perno centrale dell’opera sta nel rapporto tra un uomo e una donna e lascia immaginare un’interpretazione magistrale tra due attori che si confrontino sul quotidiano della convivenza. Il fatto che i due appartengano ad una fascia d’età in bilico tra la gioventù e la piena maturità rende l’allestimento ancor più interessante.”

Con Daniele Pecci e Federica Di Martino diretti da Alessandro D’Alatri.

Le musiche originali dello spettacolo – prodotto da Teatro Stabile d’Abruzzo – sono di Franco Mussida, le scene di Matteo Soltanto, i costumi di Francesco Verderame e il disegno luci di Paolo Mazzi.

In scena il 7  e 8 marzo 2013 al Teatro Persiani di Recanati la Stagione di Prosa promossa dal Comune di Recanati e dallAMAT e realizzata con il contributo della Regione Marche e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Dopo Recanati, lo spettacolo fa tappa al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno il 9 e 10 marzo 2013 nel cartellone promosso dal Comune di Ascoli Piceno e dall’AMAT.

Cristina Capodaglio

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