Parterre e asfalto

Italianesi. Una storia di Italiani in Albania.


Ispirato a storie vere, come ribadito dall’attore e regista Saverio la Ruina,  Italianesi racconta dei soldati e civili italiani arrivati in Albania nel 1943 con l’occupazione italo-tedesca che, alla nascita della Repubblica Socialista nel ‘46,furono trattenuti dal nuovo governo e perseguitati. “Con l’accusa di attività sovversiva ai danni del regime, scrive la Ruina nelle note di regia, la maggior parte viene condannata e poi rimpatriata in Italia. Donne e bambini vengono trattenuti e internati in campi di prigionia per la sola colpa di essere mogli e figli di italiani. Vivono in alloggi circondati da filo spinato, controllati dalla polizia segreta del regime, sottoposti a interrogatori, appelli quotidiani, lavori forzati e torture. In quei campi di prigionia rimangono quarant’anni, dimenticati. Come il “nostro” che vi nasce nel 1951 e vive quarant’anni nel mito del padre e dell’Italia che raggiunge nel 1991 a seguito della caduta del regime. Riconosciuti come profughi dallo Stato italiano, arrivano nel Belpaese in 365, convinti di essere accolti come eroi, ma paradossalmente condannati ad essere italiani in Albania e albanesi in Italia”.

italianesi

 

Il testo nel 2011 è arrivato nella cinquina finalista del Premio Riccione, e per Italianesi, in scena domenica 3 marzo al Teatro Feronia di San Severino Marche, Macerata ( proposto dal Comune e dall’Amat con il sostegno di MiBAC e Regione Marche) l’autore, il drammaturgo e attore calabrese Saverio la Ruina, ha ricevuto nel 2012 il premio Ubu, ovvero l’Oscar del teatro italiano .

Le musiche originali dello spettacolo sono eseguite dal vivo Roberto Cherillo, il disegno luci è di  Dario De Luca. Lo spettacolo è prodotto da Scena Verticale con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Regione Calabria.

Cristina Capodaglio

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