Mostre

Pisa. Kandinsky chiude a Palazzo Blu con successo.


La mostra conclusa lo scorso 17 febbraio a Palazzo Blu  Pisa dal titolo “Wassily Kandisnky dalla Russia all’Europa” ha registrato un numero impressionante di visitatori. Oltre 83.000 le persone accorse per ammirare le opere dell’artista russo che ripercorrevano l’evoluzione artistica del padre dell’astrattismo.

Le 50 opere in mostra provenienti dal Museo di Stato di San Pietroburgo e da altri importanti musei russi ricoprivano il periodo fra il 1901, anno in cui Kandinsky abbandona gli studi giuridici ed etnografici che lo avevano portato a conoscere le tradizioni delle popolazioni originarie dello sterminato impero russo e decide di dedicarsi alla pittura e il 1922, quando lascia definitivamente la Russia Sovietica, che pure aveva sostenuto nei primi anni della rivoluzione e accetta l’incarico offertogli da Walter Gropius di dividere con Paul Klee l’insegnamento al Bauhaus a Monaco.

kandL’esposizione è stata arricchita da una sezione dedicata alle radici visive e concettuali dell’opera del maestro russo rappresentata da rari oggetti appartenenti alla tradizione dello sciamanesimo e colorati oggetti della tradizione folclorica russa.

I visitatori hanno potuto ammirare le opere del periodo di Murnau, insieme ai quadri di Gabriele Munter, Alexej Jawlensky, Marianne Werefkin e Arnold Schonberg e le grandi tele dei pochi anni in cui Kandinsky divenne il punto di unione fra le avanguardie occidentali, raccolte intorno a Der Blaue Reiter, e i maggiori protagonisti dell’avanguardia russa, da Michail Larionov alla Goncharova, sino ad arrivare ai capolavori del periodo finale della sua permanenza in Russia.

Kandinsky: Il colore è un mezzo di esercitare sull’anima un’influenza diretta. Il colore è un tasto, l’occhio il martelletto che lo colpisce, l’anima lo strumento dalle mille corde”.

La location della mostra, il Palazzo Blu situato nei Lungarni di Pisa e da poco ristrutturato rappresenta un punto di incontro per la frequenza delle mostre organizzate e mantiene il carattere culturale della città.

Cristina Capodaglio

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